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Senza lasciare le sue labbra, si raddrizzò leggermente per appoggiare un ginocchio sul materasso, tra le cosce della sua compagna, prima di infilare le mani tra le ciocche corte della giovane donna appesa al suo collo. La baciò con brutalità quasi selvaggia, la sua lingua esplorò ogni angolo, ogni piccola fessura della sua bocca, come per punirla per averlo ridotto in tali condizioni. Era l'unica persona in grado di distruggere la sua leggendaria calma e Ryo si chiese perché non avesse mai pensato che sarebbe andata nello stesso modo nel toccarla. La giovane donna gemette sotto il suo bacio e sentendo il peso del suo corpo pesare un po' più su di sé, mentre un tonfo sordo invadeva le sue tempie, inviando ondate a tutto il resto del suo corpo, invadendola come una tempesta. E lui la stava solo baciando. La mano di Ryo abbandonò i suoi capelli scendendo alla nuca prima di correre sulle sue spalle mentre la sua bocca calda lasciava quella di lei per raggiungere il lobo del suo orecchio, tracciando una scia di baci lungo la strada.
"Kaori...Kaori..."
Il richiamo sordo e profondo fecero correre un brivido lungo la sua spina dorsale mentre le labbra del suo compagno scivolavano verso l'incavo della sua gola dove una vena pulsava. Le sue mani non erano rimaste a riposo, erano partite alla scoperta dei tesori che lei aveva infine smesso di nascondergli, accarezzandole il seno, strappandole un basso gemito. Ryo sorrise contro il segno che aveva lasciato sul suo collo, a quel debole suono che lei cercava ancora di celargli. Ma non intendeva lasciarla agire così. Contava di sentire ciascuno dei suoi gemiti, ciascuno dei suoni che le sue carezze potevano trarre dalla sua bocca, e provare ogni fremito che le sue dita rubavano a quel corpo meraviglioso. Quando posò le mani suoi suoi seni e cominciò a stuzzicarle i capezzoli con i pollici, lei gemette a lungo. Il suo corpo si contorse per fondersi meglio con i palmi delle sue mani, implorando la deliziosa tortura che il suo compagno le faceva subire. Ryo alzò la testa per osservarla e la visione che gli si offriva gli accelerò il respiro. Era meravigliosa...il suo sguardo lasciò il volto di Kaori per percorrere finalmente i paesaggi fino ad allora nascosti ai suoi occhi, raggiungendo il punto per cui le sue mani stavano attirando tali suoni dalla gola della giovane donna.
Automaticamente le sue dita si strinsero ottenendo un altro gemito dalla giovane donna. Abbandonando ogni volontà, privata di ogni ragionamento, lei lasciò andare la testa all'indietro, gemendo a bassa voce.
Ryo approfittò del rilassamento del suo corpo e si inchinò sul suo superbo petto per baciarle i seni, tracciandone le punte con la lingua in brucianti arabeschi. La risposta di Kaori non si fece attendere, perché subito una mano femminile si perse tra i suoi capelli scuri. Ryo sorrise, lei era come tante volte aveva sognato, sensibile, e mordicchiò un capezzolo che si trovava sotto la sua bocca prima di lenire il morso con la lingua.
"Ryo..."
Era solo un sussurro che lei si era lasciata sfuggire, incapace di lottare. Ma aveva poi voglia di farlo? Tutto il suo corpo era rivolto alle nuove sensazioni che il suo compagno le faceva nascere, Kaori sentì una sensazione fino ad allora sconosciuta irradiare dal suo stomaco prima di diffondersi in ciascuna delle sue membra, e la sua mano si strinse sul capo di Ryo che si deliziava con il suo seno. Alzando lo sguardo per vederla, lo sweeper sorrise di trionfo nel vedere lo stato in cui era la sua compagna. Kaori sembrava persa, completamente stordita da ciò che succedeva. Non era mai riuscita a immaginare ciò che avrebbe sentito in una situazione del genere.
Lui si raddrizzò e si tolse la maglietta, poi premette il suo corpo contro quello di lei con una certa ruvidezza e tornò alle sue labbra.
La baciò avidamente mentre le sue mani tracciavano i contorni del suo corpo per raggiungere i suoi divini fianchi. Questa volta, Kaori inarcò il suo corpo vibrando con ogni poro della sua pelle contro quello dell'uomo che le faceva provare simili sensazioni. Il gesto strappò a lui un gemito rauco, quando i seni del suo angelo toccarono finalmente la pelle nuda del suo petto. Ma ripartì alla conquista del suo corpo. Aveva fame di lei, sete di lei. Ogni parte del suo corpo la reclamava. Le labbra di Ryo camminarono lungo il suo orecchio, sul collo. Si bloccò per un momento, la fronte poggiata sopra il seno per baciare la cicatrice che ora l'ornava. Prima di fare nuove conoscenze con i suoi seni, mentre le sue mani partivano per vincere altri paesaggi ancora celati. Lei rabbrividì quando lui iniziò a disfare il nodo che le teneva i pantaloncini sui fianchi, ma era incapace di fermarlo, come sarebbe stato incapace lui a fermarsi. Senza smettere un solo secondo di baciarle il seno, Ryo tolse gentilmente le sue braccia che gli circondavano il collo e lei fremette sentendolo scendere lungo il suo corpo, insieme ai suoi pantaloncini. La sua lingua girò intorno al suo ombelico, millimetro per millimetro, mentre le sue dita tiravano giù i pantaloncini della giovane donna. Kaori affondò le unghie nei propri palmi mentre Ryo le morse il fianco prima di continuare a scendere ancora più in basso, prendendo non solo i pantaloncini ma anche le mutandine. Ai suoi piedi, Ryo lasciò scivolare i vestiti dalle mani per farli cadere a terra, prima di alzare finalmente gli occhi sul suo corpo nudo, languido sul letto.
Malgrado i colpi che stava ricevendo il suo pudore, la giovane donna trovò in sé la forza di aprire gli occhi che non ricordava di aver chiuso. Prese una boccata d'aria e inghiottì la propria saliva prima di guardare verso l'uomo che era ancora ai suoi piedi e la divorava con lo sguardo. Ryo aveva poggiato un piede sul pavimento in fondo al letto per finire di spogliarla, il ginocchio dell'altra gamba ancora appoggiato al materasso. Senza maglietta, con i pantaloncini corti che non nascondevano nulla del desiderio che provava per lei, lasciò vagare gli occhi sul corpo che aveva sognato migliaia di volte, ma che ora scopriva interamente per la prima volta nella sua vita. Lentamente, alzò lo sguardo sulle sue gambe, ma Kaori le incrociò, cercando un'ultima volta di nascondersi al suo sguardo, più per modestia che per altro. Quel gesto attirò l'attenzione di Ryo, che immediatamente guardò il viso di Kaori. Ma sorrise quando vide nei suoi occhi la fiamma del desiderio. Non era un gesto di paura o rifiuto, solo un semplice automatismo. Dopotutto, mai fino a quel momento si era ritrovata nuda sotto lo sguardo di un uomo. Ryo sorrise, stuzzicante, e afferrò la caviglia appoggiata vicino al suo ginocchio.
C'erano così tante cose che aveva sognato di fare con quel corpo, ma Kaori era talmente innocente che lui doveva controllarsi, non voleva spaventarla durante la prima volta. No, non voleva farle paura. E certamente non voleva metterle fretta. L'indomani ci sarebbe stato un altro giorno e lui avrebbe avuto una vita per farle scoprire i numerosi piaceri che era capace di far nascere in quel corpo delizioso, in tanti modi diversi. Ma quella mattina, era per lei...no, era per loro. Toccava a lui rassicurarla, guidarla e si divertiva con soddisfazione maschile nell'essere il suo insegnante in quel campo. Ma bisognava ammettere che Kaori era un'allieva più che attenta. Oh, certo, non aveva ancora partecipato alla scoperta, limitandosi a godere delle sue carezze, analizzando ogni reazione che lui faceva nascere nel suo corpo. Ma lui non se ne lamentava affatto...non era sicuro di potersi trattenere dal saltarle addosso se lei avesse deciso di esplorare a sua volta il suo corpo. Ryo risalì sul suo corpo, lasciando che una delle sue mani scivolasse dalla caviglia alla gamba prima di posarla sul suo fianco.
Avrebbe voluto assaggiarla proprio nel punto in cui c'era la sua essenza, ma conosceva Kaori e il suo pudore. Avrebbe dovuto attendere ancora un po' per farlo, lo sapeva. Attendere di lasciarle prendere abbastanza fiducia n se stessa finché lei non avesse avuto paura di aprirsi completamente a lui...ma progettava di mettere tutta la sua conoscenza in azione in modo che dopo quella prima volta, lei non avrebbe più avuto alcun dubbio su di loro. L'indomani...forse l'indomani avrebbe potuto conoscere il suo sapore più segreto...aveva tempo, le avrebbe dato tempo...o magari l'indomani, avrebbe lasciato che fosse lei a scoprirlo...aveva una vita per fare l'amore con lei, per insegnarle a fare l'amore con lui. Ryo si avvicinò e si stese al suo fianco, gli occhi rivolti al suo sguardo nocciola velato di piacere. La sua mano disegnava arabeschi sul suo fianco con la punta delle dita mentre intrecciò una gamba tra le sue. Sorrise all'immagine che lei gli inviava, prima di carezzare il suo ventre dalla pelle setosa che i suoi sogni non avevano mai saputo ricreare.
"Sei bellissima, Sugar"
Kaori arrossì un po' di più a quel sussurro, ma riuscì a vedere negli occhi del suo compagno che diceva sul serio. Si morse il labbro mentre la mano di Ryo scendeva lungo il suo ventre mentre la sua gamba scivolava lentamente tra le sue, allargandole piano le cosce.
"Sei bellissima, quindi non nasconderti da me, Kaori"
Kaori gli afferrò il collo per attirarlo e baciarlo. Le sue gambe si rilassarono mentre gemeva al suo bacio e sentiva la sua mano andare dove non aveva mai osato immaginare che un giorno lui l'avrebbe toccata. Lentamente, delicatamente, sentì la sua mano insinuarsi tra le sue cosce prima di risalire e un gemito prolungato le sfuggì dalla gola per morire nella bocca del suo compagno.
Sotto l'intensità del bacio che lei stessa aveva iniziato, Ryo la sentì rilassarsi e continuò la sua esplorazione. Fino a quel momento, aveva mantenuto il controllo di sé, sapendo che se si fosse lasciando andare totalmente, avrebbe rischiato di spaventarla perché non sarebbe più riuscito a trattenersi. E non voleva in alcun caso spaventarla per quanto concerneva la loro intimità. Ma quando fece scivolare la sua mano lungo il suo ventre deliziosamente arrotondato, quando toccò la sua pelle dall'inimmaginabile morbidezza, quando finalmente raggiunse il cuore della sua femminilità, perse il suo sangue freddo. L'ingresso a quel tesoro che lei aveva conservato gelosamente per sé era umido e deliziosamente caldo. I suoi occhi si chiusero per un momento prima di riaprirsi per non lasciarla andare, voleva vederla perdere il controllo per la prima volta. Il suo pollice titillò la piccola protuberanza, facendola sprofondare dolcemente nell'estasi, mentre con le altre dita la penetrava devotamente. Prima uno, poi un secondo per cominciare a muoversi in lei, offrendole l'inizio di una danza nella quale contava presto di unirsi con il suo corpo...molto presto.
Lei gridò. Di piacere, desiderio, ma anche paura. Perché l'intensità del piacere che le faceva sentire era troppo forte, troppo nuova per lei. Non avrebbe mai potuto prepararsi a tutto ciò. Voleva allontanare la sua mano dalla deliziosa tortura, ma il suo corpo la contraddiceva, contorcendosi contro di lui. Raddrizzò la testa, che aveva gettato indietro per l'intensità delle sue emozioni, e incontrò lo sguardo di Ryo che osservava ciascuna delle sue reazioni, gli occhi turbati, un sorriso di vittoria sulle labbra.
"Ryo, cosa..."
"Ssh...stai tranquilla, Sugar, va tutto bene...non ti farò del male"
La calmò con la sua voce, come si accarezza una giumenta per la prima volta sottomessa allo stallone. Lei si rilassò lentamente e smise di lottare...era Ryo...ovvio che non le avrebbe fatto del male. Gli graffiò il collo, la testa si abbandonò sul cuscino mentre lui continuava a fare l'amore con lei con le dita. Lui si spostò leggermente per baciarla di nuovo.
"Lasciati andare...ti piace quello che senti, vero?"
Non le diede il tempo di rispondere, la bocca si impadronì della sua, la lingua imitò i movimenti delle sue dita. Una sensazione fino ad allora sconosciuta si amplificò nel suo corpo, portandola lontano da tutto in una vertigine in cui lui divenne il suo solo sostegno. Lei si separò dalla sua bocca. Aggrappandosi al suo collo, il corpo inarcato contro quello del compagno, si avvinghiò a lui. Gemendo, implorandolo con movimenti lenti del bacino e assecondando il ritmo della sua mano, affinché ponesse fine alla tortura. Lui continuò a trattenersi. Desiderava solo una cosa mentre la divorava con gli occhi, immergersi in lei e perdersi nella sua dolcezza, nel suo calore, ma continuò a respingere il proprio desiderio per fare l'amore con la sua bocca e con le dita...e sorrise nel vederla andare fuori di testa, sentendola perdere il controllo del proprio corpo di fronte al piacere supremo che lui aveva suscitato in lei. Sapeva che avrebbe mantenuto per sempre nella memoria l'immagine di Kaori che cedeva alla passione. Un'immagine della gola di Kaori strozzata da gemiti disordinati, incapace di comprendere le nuove emozioni che era riuscito a scatenare in lei.
"Ryo..."
Una sensazione irreale di galleggiamento che non aveva mai conosciuto prima la invase, poi il suo corpo si calmò. Aprì lentamente gli occhi e incontrò uno sguardo d'acciaio velato di desiderio che non vedeva altro che lei. Lui si allungò verso le sue labbra e vi lasciò un bacio leggero.
"Continuiamo?"
Kaori arrossì ancora di più. Non sapeva nemmeno che fosse possibile sentire tutto ciò. Non sapeva nemmeno se il suo corpo fosse in grado di riviverlo di nuovo senza implodere sotto l'intensità di quello che aveva appena sentito. Ma Ryo glielo chiedeva. Erano arrivati fin lì, e malgrado tutto lui le chiedeva se voleva continuare, nonostante lei potesse vedere nei suoi occhi in che stato si trovava. Voleva unirsi a lui più di ogni altra cosa. Kaori gli accarezzò la guancia e annuì in silenzio. Ryo ricambiò il suo sorriso e si chinò su di lei per baciarle la fronte, poi il naso prima di riprendere le sue labbra. Poteva sentirlo gesticolare su di lei, ma persa nella tenerezza di quel bacio, non vi prestò molta attenzione. Non fin quando il corpo di Ryo pesò un po' più si di lei, e lei si rese conto che lui aveva approfittato del bacio per distogliere la sua attenzione e liberarsi dei suoi ultimi vestiti. Ryo allontanò il viso dal suo per un momento per poterla guardare, divertito dal rossore sulle sue guance mentre si raddrizzava su di lei, che lo sentì per la prima volta contro la coscia. Lui gemette quando sentì il calore di Kaori così vicino al suo membro e chiuse gli occhi, mordendosi le labbra.
Doveva trattenersi. Doveva essere in grado di trattenersi...era Kaori, non una di quelle donne, una delle sue conquiste. Aprì gli occhi e guardò la giovane donna e ciò che vide lo confortò nella sua idea. Kaori, che si era automaticamente aggrappata alla sua schiena, chiuse gli occhi. Il modo in cui teneva le palpebre serrate dimostrava che, anche se lo desiderava tanto quanto lui, aveva ancora un pizzico di paura. La paura dell'ignoto...proprio per quel motivo doveva riuscire a controllarsi. Perché per Kaori era la prima volta. Perché voleva che per la prima volta, lei si ricordasse di un momento meraviglioso, senza alcun rimpianto.
Ryo posò la fronte sulla sua.
"Guardami, Kaori...apri gli occhi e guardami"
La giovane donna aprì gli occhi al suo appello e lo guardò. Ciò che vide la emozionò più di ogni altra cosa. Lui aveva capito che aveva paura, non molta, ma la paura della prima volta c'era, non poteva farci niente, era più forte di lei, anche se lo desiderava con tutto il suo essere. E Ryo aveva visto quella paura o l'aveva immaginata, e ancora si tratteneva per lei, poteva leggerglielo negli occhi. Non sapeva nemmeno come riuscisse a controllarsi a giudicare da come la guardava.
"Mi dispiace...so che è stupido avere paura di questo alla mia età"
Lo sweeper la baciò teneramente, facendola tacere.
"No, non lo è...si ha sempre paura la prima volta che si fa qualcosa di nuovo...e non posso dirti che non devi avere paura..."
Kaori sorrise attraverso le lacrime. Che ne avevano fatto del suo Ryo rozzo e pervertito? Cercava di scioglierle il cuore nel parlarle in quel modo da due, no, tre giorni...ma c'erano sempre stati momenti in cui aveva rivelato quel lato della sua personalità...per poi distogliere immediatamente la conversazione. Ma ora, era da diversi giorni che lui la trattava in quel modo, come se avesse paura che lei si rompesse.
"Tutto quello che posso dirti è che il dono che mi offrirai adesso, lo conserverò fino alla fine dei miei giorni...e questa è la sola e unica volta in cui ti farò consapevolmente del male, Sugar"
Lei arrossì prima di abbracciarlo. Quanto poteva amare quell'uomo! Era in grado di fare il bello e il cattivo tempo in un secondo. Era capace di tenere il suo cuore nel palmo della mano e di farle subire i peggiori tormenti, come la più bella felicità. La giovane donna sollevò le gambe lungo i fianchi di Ryo e lo guardò mordersi le labbra mentre chiudeva gli occhi, per soffocare un gemito quando sfiorò la sua intimità. Con le braccia intorno al suo collo, aspettò che lui la guardasse di nuovo per sorridere prima di nascondere il viso nel suo collo. E Ryo capì il messaggio. Baciò la sua spalla in segno di ringraziamento prima di entrare in lei, lentamente, il più dolcemente possibile, assaporando i gemiti che Kaori provava a soffocare contro la sua pelle, ma arrivando attutiti alle sue orecchie. Finché non raggiunse la barriera che ancora gli impediva l'accesso al suo corpo, la prova definitiva dell'amore che lei poteva offrirgli. Avrebbe sofferto per colpa sua, ma non avrebbe permesso a nessun altro di farle subire quel dolore. Ryo indietreggiò leggermente sul sentiero che aveva tracciato prima di affondare in lei con un poderoso colpo di reni che non poté impedire a un gemito di sfuggirgli quando si trovò finalmente, interamente nel suo corpo. Era ancora meglio di qualsiasi cosa avesse potuto immaginare, era circondato da fuoco liquido. Ma riuscì a contenersi, sentendo un leggero dolore alla spalla che lo riportò sulla terra, e rimase perfettamente immobile in lei, abbracciandola teneramente, i loro corpi a formarne uno solo. Lei lo aveva morso. Ryo sollevò un braccio per costringerla a girare la testa verso di lui per vedere i suoi occhi. Erano inondati di lacrime.
"Perdonami, Sugar Boy"
La giovane donna aveva assaporato tutti i movimenti di Ryo mentre entrava in lei, investendo la terra che aveva mantenuto vergine per lui, soffocando i gemiti nella sua spalla. E gemendo, aveva finalmente conosciuto il doloroso piacere che la rendeva donna, e di lui il suo conquistatore. Nell'atto del dolore, senza neanche rendersene conto, Kaori l'aveva morso istintivamente sulla spalla, con le lacrime che le rigavano le guance. Ma allo stesso tempo, era così grata per quel dolore. Finalmente, finalmente era la sua donna. Quel pensiero risuonò in ciascuna delle loro menti quando i loro sguardi si incrociarono. E lo sweeper si impossessò della sua bocca in un bacio torrido prima di iniziare a muoversi in lei.
Non era più in grado di controllarsi, incapace di darle più tempo per abituarsi all'invasione. Nel profondo, sentì nascere l'angoscia all'idea di farle male, ma non riusciva più a respingere le richieste del proprio desiderio. Aveva atteso quel momento troppo a lungo. Lo aveva sognato troppo spesso. Lei era troppo deliziosa per poter continuare a controllarsi. Si gettò in lei con furia e passione, lasciandosi andare ad amarla come il suo corpo richiedeva. Ma Kaori lo rassicurò alzando le ginocchia per aiutarlo a entrare più a fondo in lei, il suo corpo inarcato sotto di lui, i suoi velati gemiti che lo colpivano. Ryo lasciò andare le sue labbra per incorniciarle il viso con le mani e costringerla a sostenere il suo sguardo. Lei era fatta per lui. Per amarlo in quel modo. Non aveva mai conosciuto tanta generosità nella passione. Lei non conservava niente, non tratteneva niente. Si dava completamente a lui, così interamente che lui quasi cedette.
Ma non voleva che tutto si fermasse così in fretta. Si allontanò lentamente da lei, quasi al punto di staccarsi dal suo corpo, prima di tuffarcisi dentro. Lei esisteva solo attraverso il contatto dei loro corpi, delle sue gambe muscolose che stringevano le proprie, i suoi seni nudi contro il suo petto e i capelli in cui le sue dita si perdevano. Ryo non pensò più a nulla che non fosse darle felicità e trovare la propria: era a corto di fiato e a pezzi, e quando sentì i brividi che annunciavano la sua vittoria, quando la sentì urlare il suo nome con meraviglia, smise finalmente di contenersi e si lasciò andare in lei con un rauco rantolo.
Mai nei suoi sogni più selvaggi, lei avrebbe creduto in una tale felicità. Era l'esperienza più confusa e meravigliosa che avesse mai vissuto. Per un breve momento, aveva avuto l'impressione che il suo corpo si sarebbe tagliato a metà e che non sarebbe sopravvissuta...ma era ancora viva...non aveva più la forza di muovere un solo muscolo e non era a conoscenza delle lacrime che le scorrevano lungo le guance. Quando lui crollò su di lei, si rese conto che anche lui aveva consumato tutte le sue forze. Eppure, il suo peso non la schiacciava, lui si teneva sui gomiti, sempre prestando attenzione a lei nonostante la stanchezza. Kaori trovò la forza di muoversi leggermente e avvolse le braccia intorno a lui, sentendo il suo respiro ansimante sul collo.
I loro cuori battevano violentemente nei loro petti mentre cercavano di riprendere fiato. Fu Ryo il primo a riprendersi, più abituato a quel genere di cose, e immediatamente si preoccupò per lei...
Aveva voluto mantenersi tenero con lei, dolce, ma invece, aveva perso la padronanza di sé, come se mai si fosse concesso a un'altra donna. Si allontanò leggermente prima di sdraiarsi accanto a lei e attirarla contro di sé. Ma mentre sollevava il viso per incontrare il suo sguardo, quando stava per chiederle se stava bene, lei scoppiò a ridere prima di fissarlo, mordendosi le labbra. Una risata così piena di felicità che lui sorrise suo malgrado. Le accarezzò una guancia e raccolse una lacrima dalle sue ciglia.
"Come puoi ridere e piangere nello stesso tempo?"
"Non sto piangendo"
"Sì, Sugar, guarda..."
Per confermare le sue parole, raccolse una seconda lacrima per mostrargliela.
"Ti ho fatto male?"
Kaori arrossì...che idiota che era, si era appena donata a lui in quel modo, e arrossiva quando lui ne parlava? Perché doveva sempre fare così davanti a lui? Scosse la testa, vedendo la preoccupazione nei suoi occhi, prima di stringersi contro di lui, la stanchezza si impossessava del suo corpo. Non voleva spostarsi da quel bozzolo formato dalle braccia di Ryo.
"No...hai fatto l'amore con me"
Ryo sorrise alla scelta delle sue parole. Sì, aveva fatto l'amore con lei...l'attirò un po' di più contro di sé con un sospiro. Aveva appena fatto l'amore con Kaori Makimura...no, per la prima volta in vita sua, aveva appena fatto l'amore con una donna. E questa donna era la sua compagna, la stessa che aveva desiderato in silenzio per anni. Perso nei suoi pensieri, Ryo non si rese immediatamente conto che lei si era addormentata tra le sue braccia. Quando se ne accorse, si alzò per recuperare un lenzuolo da mettere su entrambi prima di coricarsi, premendola a sé, infilando una gamba tra le sue. Questa volta, se si fosse svegliata prima di lui, non avrebbe potuto muoversi senza svegliare anche lui.
Aprendo gli occhi qualche ora più tardi, lo sweeper sorrise. Se solamente il giorno prima avesse saputo che era sufficiente prosciugarla per farla dormire tranquillamente tra le sue braccia. L'ammirò un momento prima di morderle la spalla. Dopotutto, aveva già un segno sul collo, poteva provare a lasciarne altri per passare il tempo, anche lei lo aveva morso per bene. Ma la sua bella addormentata si mosse leggermente, gemendo quando i suoi denti le toccarono la pelle, e al sospiro che le sfuggì, lui seppe che si era svegliata.
"Se avessi saputo che bastava baciarti per farti aprire gli occhi, lo avrei fatto prima, Sugar..."
"Mmh..."
Ryo sorrise e la strinse, apparentemente non si era completamente ripresa, oppure il suo angelo non chiacchierava molto quando si svegliava...tanto peggio...o tanto meglio...sarebbe stato così tutte le mattine d'ora in poi, poteva svegliarla con dolcezza se necessario.
"Dormito bene?"
"Mmh...ho sognato un bambino che rideva, con i capelli scuri e le guance piene di marmellata"
Il cuore di Ryo si serrò sentendo quelle parole...possibile che lei l'avesse sentito mentre dormiva? O era solamente ciò che desiderava? Alzò il viso per incontrare i suoi occhi.
"Ah sì?"
"Mmh"
"E hai sognato qualcos'altro?"
"No, solo questo bambino"
"E aveva un nome il tuo bambino?"
Kaori si morse un labbro prima di annuire. Lui strofinò il naso contro il suo prima di continuare in un sussurro.
"Posso saperlo?"
"Hideyuki...Hideyuki Saeba"
Ryo sorrise pensando al suo vecchio amico.
"È un nome che mi piace, Sugar...molto, anche..."
Ryo la gettò sul letto prima di salire su di lei. Il bagliore provocante rinacque nei suoi occhi scuri.
"Cosa diresti di mettersi subito al lavoro per incontrarlo il prima possibile, questo Hideyuki Saeba?"
Kaori scoppiò a ridere mentre il suo amante spariva sotto le coperte, facendola arrossire. Dopotutto, prima avesse dato il via al loro Hideyuki Saeba, prima avrebbero potuto ricominciare.
Anche lui aveva in mente diverse idee per i nomi.