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Assonanza

Chapter Text

Le strade della città brulicavano di transformers. Sebbene la tarda ora, il viavai non si fermava. Era una delle poche cose positive che Kaon aveva in comune con le altre città di Cybertron.
Alcuni transofmers avevano finito di lavorare e si dirigevano verso le proprie abitazioni o verso i vari luoghi di svago che la città offriva. I più gettonati erano i locali nei quartieri mediani, ma chi non poteva premetterseli si riversava nei bassi quartieri, anche se molti preferivano evitare di avventurarsi lì.
La maggior parte dei palazzi aveva le luci spente, ma a illuminare le strade erano numerosi lampioni e i transformers con le loro modalità veicolo. Dall’esterno poteva sembrava una scena quasi confortante.

In un appartamento in uno dei quartieri mediani le luci erano tutte spente. Eppure non tutti i suoi abitanti stavano dormendo. In una delle camere un giovane transformers era ben sveglio. Guardò di lato, verso la figura sdraiata sul letto accanto al suo. Dopo alcuni minuti passati a controllare se il più giovane stesse dormendo, il mechling si mise a sedere e si avvicinò al muro che separava la sua stanza con quella dei suoi fratelli. Sentendo in sottofondo solo il russare di uno di loro, il mechling ghignò e mise i piedi fuori dal letto. Controllò il suo subspace e, soddisfatto, si alzò. Fece per alzare un piede quando una voce squillante lo fece sobbalzare.
-Swindle, dove vai?-
Swindle si raddrizzò, cercando di nascondere la sua sorpresa, e rispose sussurrando.
-V Vortex! Eri sveglio?!-
Vortex si mise a sedere sul bordo del letto, i piedi a penzoloni, le pale che si muovevano all’unisono, e guardò il fratello.
-Uhm, sì. Allora, dove vai?-
Swindle assottigliò gli occhi, sapendo bene che, se non avrebbe risposto, l’altro sarebbe andato a svegliare se non uno, tutti i loro fratelli. Perciò guardò per un po' Vortex, poi alzò la testa e riprese a camminare.
-Esco.-
-Sì, questo l’avevo visto. E dove vai?-
Vortex poggiò le mani sul letto e si sporse in avanti con tutto il corpo, sorridendo quando il fratello si bloccò alla sua domanda e si voltò a guardarlo scocciato.
-Non sono affari tuoi.-
-No, ma Onslaught ha detto di non uscire da soli. E sai cosa fa se non facciamo come dice.-
-Questo se lo viene a sapere.-
Swindle sperò che almeno una volta Vortex potesse ascoltarlo. Ma invece il mechling sorrise.
-Oh, io so come non farglielo scoprire.-
-Vortex, no.-
Vortex balzò a sedere sulle ginocchia, le pale del rotore che si muovevano su e giù, e spalancò le braccia contento.
-Vengo con te!-
Swindle si portò una mano sulla faccia. Doveva aspettarsi una richiesta simile. Ma non voleva portare Vortex con sé. Cosa avrebbero pensato i suoi clienti nel vederlo con suo fratello minore? Ma se non l’avrebbe fatto, Vortex sarebbe andato a spifferare tutto a Onslaught, e questo Swindle non poteva permetterlo. Altrimenti tutto quello che aveva fatto in quelle notti sarebbe andato in fumo. In quel momento Swindle pensò quando e come Vortex avesse scoperto delle sue uscite: aveva sempre cercato di fare il minor rumore possibile, e il fatto che nessuno dei loro fratelli si fosse accorto di qualcosa indicava che ci era riuscito. Rassegnato nel non trovare una risposta, Swindle tolse la mano dalla faccia e guardò negli occhi gialli del fratello.
-Va bene.-
Nel sentire quelle due semplici parole il viso di Vortex si illuminò col suo sorriso, cogliendo di sprovvista Swindle. Il mechling volante iniziò a scendere dal letto, ma venne fermato da una mano gialla di fronte al viso. Le sue pale si immobilizzarono in sorpresa.
-Ma a delle condizioni.-
Vortex incrociò le braccia e guardò Swindle alzare le dita, una alla volta, mentre elencava. Al mechling giallo non passarono inosservate le pale abbassarsi in seccatura.
-Non mettermi in imbarazzo. Nessun commento su come faccio gli affari. Non fare nessun riferimento dei miei metodi con i clienti.-
Si portò la mano al mento, l’altra sotto il gomito, pensieroso. Vortex colse il momento per scendere dal letto, ma prima che potesse mettere un piede a terra, Swindle portò un dito davanti i suoi occhi.
-Non vagare da solo! E questo deve rimanere un segreto tra noi due. Sono stato chiaro?-
Vortex sbuffò divertito nel sentire il tono di Swindle: gli ricordava quello di Onslaught quando gli diceva di non fare qualcosa; si chiese se il mechling giallo avesse scelto apposta quel tono. Poi pensò a quello che aveva detto e imitò la posizione del fratello portandosi una mano al mento.
-Non stavi facendo la stessa cosa un breem fa?-
-Quello è diverso! So cosa sto facendo.-
-Mmh, no.-
Swindle notò il sorriso malizioso di Vortex e si frenò dall’urlare. Gli avrebbe solo dato soddisfazione e non voleva: era già il ritardo con la sua tabella di marcia.
-Ugh. Senti, stai zitto e andiamo.-
Detto quello si diresse alla porta e, quando quella si aprì, osservò la stanza principale. La cucina era immersa nel buio, illuminata ogni tanto dai fari di qualche transformers in strada, la cui luce filtrata dalle tapparelle. Swindle guardò poi la porta della stanza accanto. Era chiusa e dall’interno si potevano sentire solo i leggeri ronzii di un mech russare. Swindle sorrise soddisfatto, ma una voce dietro di sé lo fece alzare sui piedi, i denti stretti per non urlare.
-Allora, andiamo?-
Swindle vide con la coda dell’occhio Vortex passargli accanto e dirigersi verso il portone d’ingresso, e, ringhiando leggermente, lo seguì.

 

Swinde sorrise vedendo un altro cliente andarsene soddisfatto. Portò le mani sui fianchi e guardò la scatola con gli shanix.
“Gli affari stanno andando benissimo!”
-Mmh, al momento non sta venendo nessuno, eh.-
Approfittò della pausa per sedersi su una delle tre scatole in metallo: le aveva trovate alcune notti prima, una grande da usare come bancone, e due più piccole come sedie. Abbassò lo sguardo a Vortex, seduto accanto a lui. Il mechling guardava con uno sguardo attento la folla di transformers. Swindle pensava che si sarebbe stancato nei primi breem della loro attività, ma invece Vortex lo stupì, e dopo circa due joor era ancora sveglio. Non aveva disturbato come pensava avrebbe fatto, ma era rimasto in silenzio a osservare la folla e Swindle lavorare. Non si aspettava che Vortex gli avrebbe ubbidito.
Pensò alle vendite della nottata e si portò una mano al mento.
“Ora che ci penso, con Vortex qui gli affari stanno andando meglio del previsto. E i clienti non sono come quelli delle altre volte.” Rabbrividì al pensiero e lanciò un’occhiata a Vortex, ancora con lo sguardo fisso sui passanti. “E meno male. Non voglio che Vortex veda o senta quei tipi di transformers…” Swindle non sapeva cosa pensassero bene i suoi fratelli di lui, ma aveva la sensazione che non lo ritenevano molto responsabile. Forse per la sua età, o forse per il suo passato prima del loro incontro. Ma Swindle sapeva come muoversi in quei ambienti. E non era pazzo né stupido da lasciar che Vortex vi entrasse. Non l’avrebbe permesso.
Quella notte l’aveva portato con sé, e anche se si stava dedicando ai suoi affari, lanciava spesso delle occhiate al fratellino, conscio che, se Onslaught, Blast Off e Brawl fossero venuti a conoscenza di quello che stavano facendo, si sarebbero arrabbiati come non mai.
“Eh, molti hanno anche commentato di come sia adorabile Vortex…E hanno lasciato la mancia.”
Swindle guardò la scatola con gli shanix.
“E se…”
Spostò lo sguardo su Vortex, incrociando i suoi occhi gialli.
“In fondo Vortex non si sta lamentando. E mi ha aiutato…”
-Ehi, Vortex?-
-Uh?- Vortex inclinò la testa, le pale dietro di lui si inclinarono in un modo simile, e Swindle dovette ammettere che in quel modo Vortex era adorabile. “Ma non sempre. Piccolo ma sa approfittare delle situazioni, eh. Ah! Proprio come me.” Pensò divertito.
-…Che ne dici di accompagnarmi anche le prossime volte?-
Gli occhi di Vortex iniziarono a brillare alle sue parole e il mechling si drizzò. Quando parlò la sua voce era piena di stupore.
-Dici sul serio?!-
Swindle si ritrasse leggermente alla voce del più giovane: era così stupita e felice. Non la reazione che si aspettava. Un sorriso, forse. O un -Va bene.- alla Blast Off. Non quello. Era come se Vortex non vedesse l’ora di sentire quelle parole e passare del tempo con lui. Swindle abbassò gli occhi, trovandosi incapace di tenere lo sguardo di Vortex. Prese senza pensare l’unico oggetto rimasto sul bancone: quella notte aveva deciso di vendere qualche oggetto di bellezza, come specchi, vernici e lucidi. Rigirò tra le mani uno piccolo specchio e parlò.
-Sì, perché no. Non so come ci sei riuscito, ma i transformers che mi hai indicato si sono rivelati i clienti più redditizi della notte. In due joor guarda quanto abbiamo guadagnato!-
Indicò con una mano la scatola con gli shanix. Con un sorriso soddisfatto Swindle tornò al fratello e, poteva vedere la luminosità di quei due occhi gialli nascosti dal visore. Aprì la bocca, ma il peso improvviso intorno al petto gli bloccò le parole: Vortex si era slanciato in avanti e lo aveva circondato con le sue piccole braccia.
-Uh, Vortex?-
Era strano vedere il volante così affezionato in pubblico. Di solito lo era quando era imbarazzato, a disagio, o aveva paura. In quei casi, qualsiasi fratello fosse con lui, si trovava all’improvviso le mani piene di un mechling tremante. Swindle si guardò intorno, cercando di capire cosa aveva causato quella reazione. Vortex non stava tremando e Swindle era ancor più confuso. Mise una mano sulla spalla destra del mechling, l’altra sul braccio sinistro, ma prima che potesse dire qualcosa, Vortex si allontanò da lui e si rimise a sedere sulla scatola.
-Hai altre cose da vendere?-
Swindle guardò confuso il mechling parlare tranquillamente, poi sospirò. Si aspettava di essere sorpreso dall’atteggiamento di Vortex, ma in realtà non sapeva cosa pensare. Vagamente si chiese se Vortex si comportasse in quel modo anche con i loro fratelli maggiori: quella era la prima volta che si comportava in quel modo con Swindle. Alla domanda il mechling giallo sospirò e si alzò in piedi.
-No. Questo è l’ultimo specchio ed è anche tardi. Torniamo a casa.-
-Oh. Ok.-
Vortex si alzò e prese la scatola con gli shanix che Swindle gli passò. Il maggiore dei due, dopo aver messo lo specchietto nel suo subspace, capovolse la scatola usata come bancone, vi mise dentro le due scatole più piccole e le prese in braccio. Si avvicinò a un vicolo e, fatto un segno a Vortex di aspettarlo all’entrata, si inoltrò nel vicolo buio. Nascose le scatole dietro un segnale in disuso, poggiato alla porta di un locale. Aveva esperienza che lì nessuno avrebbe guardato, soprattutto per la clientela ristretta di quel locale. Sistemò con attenzione le scatole e raggiunse Vortex.
Malgrado la tarda ora le strade erano ancora affollate e camminare evitando tutti quei passanti, per due transfomers piccoli come loro, era difficile. Swindle spinse Vortex davanti a sé.
-Domani a che ora? La stessa?-
Swindle spostò per l’ennesima volta lo sguardo dai passanti a Vortex. Aveva preso a farlo da alcuni minuti.
-No, ho finito la merce che avevo. Domani devo prendere quella nuova dal mio fornitore.-
-Capito. A che ora usciamo, allora?-
-Io esco. Tu no.-
-Cosa?! Perché?-
Vortex voltò la testa verso Swindle ma continuò a camminare. Il mechling giallo cercò di non ridere vedendo il visore giallo illuminarsi con indignazione e le pale rizzarsi dietro la schiena.
-Ho detto che mi puoi aiutare con le vendite. Non che puoi venire con me a comprare la merce.-
-Ma!-
-O quello o non vieni più. Decidi tu.-
Swindle ghignò vedendo Vortex cercare a fatica di ribattere. Vortex incrociò le braccia e si voltò di nuovo verso la strada. I due camminarono per alcuni minuti in silenzio, e Swindle non si accorse che il fratello aveva iniziato a rallentare. All’improvviso Vortex alzò una pala del rotore e colpì con la punta la spalla dell’altro mechling.
-Ah! Vortex!-
In risposta al tono arrabbiato Vortex rise e iniziò a correre, evitando distrattamente i passanti stupiti e scocciati. Swindle ghignò divertito e inseguì il fratello.
Lo raggiunse subito e i due iniziarono una gara improvvisata, tra spinte e risate.

Dopo diversi minuti arrivarono al loro palazzo. Dalla strada videro che le luci nel loro appartamento al penultimo piano erano ancora spente e i due si affrettarono a entrare e prendere l’ascensore.
Quando le porte si chiusero Swindle si appoggiò alla parete. Osservò come Vortex cercava inutilmente di non barcollare, ma cadde seduto sul pavimento. Swindle iniziò a ridere e Vortex si alzò subito in piedi.
-Zitto!-
Quando Vortex iniziò a colpirgli il petto con dei piccoli pugni Swindle scivolò sul pavimento portandosi una mano sulla faccia, l’altra sulla spalla del volante, ridendo ancora.
-Swindle!-
-Ok, ok, la smetto. Pfft.-
Le porte dell’ascensore si aprirono e Vortex uscì imbronciato, seguito da Swindle. Lentamente si avvicinarono al loro appartamento e aprirono la porta.
Entrarono e Swindle inserì il codice di chiusura nella porta. Dalla camera dei loro fratelli non si sentiva nessun rumore; Vortex si sporse verso la stanza, ma Swindle lo prese per un braccio e lo portò nella loro camera. Vortex si buttò sul letto e si raggomitolò su sé stesso, gli occhi fissi sul fratello.
-Swindle.-
-Cosa?-
-Allora mi porti con te?-
-Te l’ho detto, non domani.-
-Sì. Ma le prossime volte?-
Swindle si sdraiò sul letto e si voltò verso il fratello.
-L’ho detto prima, no? Se vuoi, puoi venire. Ma valgono le stesse regole. Capito?-
Vortex alzò il visore e sorrise, annuendo all’altro.
-Sì! Buonanotte Swindle!-
Detto quello non passarono molti minuti prima che si addormentasse. Swindle lo guardò per un po'. Era confuso e stupito da come erano andati gli affari quella notte, ma non si poteva lamentare. Non l’avrebbe mai detto che si sarebbe divertito lavorando con Vortex. Prima di rendersene conto, si addormentò.

 

 

 

Nelle notti successive i due giovani mechling continuarono a lavorare con le merci più disparate. Gli shanix aumentavano vendita dopo vendita e Swindle aveva deciso di cambiare programma: perché limitarsi nel quartiere vicino al loro appartamento, quando c’erano potenziali clienti nel resto di Kaon? Quando gli propose l’idea, Vortex non sembrò contrario, anzi.
Dopo le prime due notti si spostarono infatti nei quartieri vicini. Con grande soddisfazione di Swindle anche lì gli affari stavano andando bene. L’unica pecca era il dover spostare le scatole, ma aggiunte delle ruote estraibili alla scatola grande trovarono un modo per spostare più oggetti. -Più oggetti da vendere, più guadagni in arrivo.-, Swindle disse al fratello quando quello aveva mostrato dello scetticismo.
Quella notte Swindle aveva deciso di vendere un lotto di oggetti vari per la manutenzione, come bulloni e altri attrezzi. Accanto al mechling giallo Vortex sedeva sulla sua scatola e dondolava i piedi; il suo viso era fisso sui passanti e possibili clienti da indirizzare al fratello. Vide con la coda dell’occhio un mech allontanarsi dalla bancarella e lasciare posto ad una femme. Riportò la sua attenzione sui passanti, cercando con gli occhi i possibili ultimi clienti della notte; qualcosa di marrone e di veloce catturò la sua attenzione. Qualcosa di marrone e dalla stazza molto famigliare. Si bloccò e dopo alcuni secondi, senza distogliere lo sguardo dal punto in cui aveva visto quel transformers, sussurrò a Swindle.
-Ho visto Blast Off.-
-Cosa? Ti sarai confuso con un altro mech marrone.-
-Mh. Hai ragione.-
Vortex tornò a guardare la strada.
-Sono in totale quindici shanix. Grazie e arrivederci!-
Swindle mise le monete nella lor scatola. Si stiracchiò e guardò la folla. Vortex non gli stava indicando nessun transformers da alcuni minuti, ma la merce stava per finire e Swindle sapeva che nei giorni successivi avrebbe dovuto contattare di nuovo il suo fornitore.
“Dovrò comprare più oggetti…Ah, si sta avvicinando una cliente. Benissimo!”
-Uh?-
Swindle spostò lo sguardo dalla femme, che si stava avvicinando, sulla folla.
“Ma quello…”
-Vortex?-
Al sussurro del fratello Vortex si volò e inclinò la testa e le pale.
-Sì?-
-Ho appena visto Brawl.-
I due mechling si guardarono per alcuni secondi. Vortex si alzò in piedi sulla scatola e cercò tra la folla le figure dei suoi fratelli, mentre Swindle tornò a servire la cliente. Se c’erano davvero Blast Off e Brawl, quella sarebbe stata l’ultima del giorno. Mentre la femme osservava dei cacciaviti, Swindle fece scivolare sul bancone, verso Vortex, la scatola con gli shanix e la toccò un paio di volte.
-Prendila. Fra poco andiamo.-
Vortex prese la scatola e la strinse a sé, faticando a non farla cadere: era grande quasi come lui e molto più pesante.
-Li vedi?-
Vortex tornò a guardare la folla.
-No, non Swin Swin.-
La voce di Vortex si era alzata di una nota e Swindle si voltò di scatto verso il fratello.
-Vortex?-
Vortex si avvicinò al fratello fino a toccargli con una mano il braccio. Alzò un dito e indicò un punto imprecisato nella folla di transofmers. Swindle seguì con lo sguardo la direzione che stava indicando e vide due volti furenti guardare verso di loro. Passarono alcuni secondi prima che Swindle realizzasse che quelli erano i volti di Blast Off e Brawl. I due erano furenti e Swindle digrignò i denti per non urlare una parolaccia: la cliente era ancora lì, a guardarli confusa. I suoi fratelli si stavano avvicinando e Vortex si era letteralmente avvinghiato al suo braccio, ma quella femme aveva già in mano gli shanix per pagare, e Swindle non poteva interrompere una vendita scappando via. Stava faticando per farsi una certa reputazione. Per quel motivo tornò a guardare la femme, un sorriso sul volto.
-Le chiedo scusa. Sa, è molto curioso e ogni volta che vede qualcosa di nuovo deve dirmelo. Basta questo set di cacciaviti?-
-Oh, non preoccuparti. Transformers della sua età hanno così tanta voglia di imparare! Sì, solo questi, per favore.-
-Non me ne parli. Sa cosa le dico? Per l’inconvenienza le faccio uno sconto!-
Vortex distolse lo sguardo, e Swindle notò le pale abbassarsi. Si sarebbe scusato con lui per averlo messo in imbarazzo, ma in quel momento voleva finire quella vendita e andare via da lì. Rischiò un’occhiata sulla folla e vide di sfuggita il visore arancione di Brawl. Quando il fratello urlò infuriato il suo nome seppe che l’aveva visto e si lasciò sfuggire una parolaccia. La cliente aveva lasciato il banco e Swindle non perse tempo: riprese la scatola degli shanix da Vortex e senza curarsi di raccogliere le tre scatole, iniziò a correre.
Rallentò quel tanto che bastava a Vortex di raggiungerlo e tentò di nuovo uno sguardo dietro le spalle. Blast Off e Brawl si stavano facendo largo tra la folla.
-Oh, ma che scoria!-
Sapeva che Blast Off si sarebbe trattenuto dal volare, per evitare richiami dai molti passanti, ma sia lui che Brawl avevano delle gambe molto più lunghe di quelle di Swindle e Vortex.
Vedendo Brawl vicino alle scatole, Swindle guaì spaventato.
-Oh, ma andiamo! Stupide gambe corte, non potete andare più veloci?!-
Era pronto a trasformarsi, ma poi con la coda dell’occhio vide Vortex cercare di tenere il passo e dovette cambiare idea.
“Tex ancora non può trasformarsi! Che faccio, che faccio?”
-Aaah…-
I suoi occhi viola nascosti dal visore dello stesso colore guardavano in ogni direzione, mentre si spingeva dietro i passanti.
-Tex, da questa parte!-
-Dov AH!-
Swindle prese senza guardare il polso di Vortex e svoltò improvvisamente dietro un angolo. Non si fermò a controllare se i loro fratelli li stavano ancora seguendo. Distrattamente sentì Vortex inciampare nel cercare di tenere il suo passo, e spostò la mano in quella del mechling.
I due si inoltrarono in diversi vicoli, e gli occhi di Swindle frecciavano nel trovare i sentieri cui si era abituato da piccolo e nel vedere se Vortex si stesse stancando. Se doveva portarlo in braccio doveva fermarsi e non voleva. Il mechling però non si lamentò, ma si tenne stretto alla sua mano.
Dopo alcuni minuti arrivarono di fronte al loro palazzo, e Swindle corse dritto all’interno e verso l’ascensore.
Dopo la piccola pausa nell’ascensore i due raggiunsero di corsa il loro appartamento e Swindle inserì il codice di apertura, passando a Vortex la scatola con gli shanix. Una volta entrati il più grande dei due corse nella loro stanza.
-Tex, puoi passarmi la scatola con gli shanix?-
Vortex strinse la scatola al petto e volò verso il fratello. Swindle prese la scatola e si inginocchiò accanto il suo letto, muovendo qualcosa al di sotto.
Vortex lo guardò per alcuni secondi, poi fece un piccolo verso, facendo saltare leggermente il fratello.
-Cosa c’è?!-
-Vado a vedere se stanno venendo!-
Prima che Swindle potesse aprire la bocca, Vortex era già uscito. Il mechling giallo tornò a guardare sotto il letto e, allungando le braccia, scoprì un pannello nel muro; vi inserì la scatola e lo richiuse, sentendo in sottofondo i passi leggeri e veloci di Vortex.
- Swin Swin, sono sul piano!-
Swindle saltò a sedere sulle ginocchia e si guardò intorno. Sentì la porta dell’appartamento aprirsi e istintivamente si accovacciò, gattonando sotto il letto. Vortex si affrettò a seguirlo e in silenzio osservarono timorosi la porta.
-Swindle, Vortex! Venite subito qui!-
Nel sentire la voce furiosa di Onslaught, Swindle piagnucolò e si avvicinò di più a Vortex. Una piccola pala si sistemò sopra di lui e Swindle sentì Vortex tremare.
Poco dopo la porta della loro camera scivolò aperta e da sotto il letto i due mechling videro un paio di piedi giganti dirigersi verso il loro nascondiglio.
-Devo farvi uscire io?-
Swindle e Vortex sobbalzarono al tono di Onslaught. Il ringhio fu abbastanza per far uscire Vortex dal nascondiglio, ma Swindle resistette. Vide Blast Off e Brawl entrare nella stanza.
-Swindle, esci. Ora.-
Tre semplice parole. Tono duro e che non ammetteva disobbedienza. Swindle uscì con riluttanza e si mise accanto a Vortex. A differenza del fratello, che teneva lo sguardo fissò sul pavimento e si torceva le mani, Swindle continuava a spostare gli occhi da una parte all’altra della stanza. Quando incrociò il visore giallo di Onslaught, e la rabbia che trapelava dal maggiore dei fratelli, Swindle sobbalzò e abbassò lo sguardo.
-Cosa accidenti pensavate di fare?_
Swindle e Vortex non risposero, e Onslaught scosse la testa.
-Torno a casa da lavoro, trovò Blast Off e Brawl nel panico perché non eravate nella vostra camera, usciti nel mezzo della notte. E dove vi abbiamo trovato? A DUE QUARTIERI DA QUI!-
Di nuovo nessuno dei due mechling rispose.
-ALLORA?-
-Stai esagerando.-
Quattro paia di occhi si spostarono velocemente sul più giovane dei fratelli. Brawl si portò un pugno davanti la bocca, trattenendo una risata per l’impertinenza di Vortex, e lanciando un’occhiata insicura verso Onslaught. Entrambi Blast Off e Swindle continuarono a guardare tra il maggiore e il minore. Blast Off si soffermò poi a guardare Onslaught, un piede mosso in avanti, mentre Swindle si portò le mani sul viso, cercando di non urlare a Vortex.
Poi Onslaught si avvicinò ulteriormente ai due, e parlò. La sua voce era calma.
-Pensi che io stia esagerando, Vortex?-
Vortex si strinse in se stesso, visibilmente conscio di aver fatto qualcosa di sbagliato.
-Rispondimi, Vortex.-
Vortex guardò invece le sue mani, continuando a muoverle.
-Sì…Poco!-
Disse la seconda parola frettolosamente. Onslaught continuò a parlare con una voce ferma.
-Poco. E non pensi che io sia giustificato a esagerare, uh? Dopotutto, siete usciti senza dire niente, quando chiaramente vi ho detto molte volte di non uscire mai da soli. Soprattutto di notte. E so che non è nemmeno la prima volta. Vi abbiamo cercato ovunque, e vi abbiamo trovato a due quartieri da qui. E ora tu mi vuoi dire che sto esagerando. Questa è semplicemente la reazione a quello che avete fatto, Vortex!-
Stava alzando la voce man mano che parlava e si fermò solo quando sentì una mano sulla spalla e la voce di Blast Off. Con la coda dell’occhio vide Brawl sorpassarlo e avvicinarsi ai due mechling.
-Onslaught!-
Onslaught si voltò di scatto verso Blast Off e il volante, sebbene si ritrasse leggermente, strinse la presa sulla spalla.
-Penso abbiano capito. Guarda Vortex.-
Onslaught grugnì, ma si voltò al cenno del fratello. Brawl si era inginocchiato di fronte ai due mechling e aveva circondato con un braccio Vortex, mentre cercava di farsi guardare da Swindle e di parlare con lui.
-Avanti, Swindle, guardami! Tanto ora o dopo devi parlare.-
Nel sentire dei singhiozzi Onslaught si immobilizzò e vide Vortex scosso da forti tremori.
Istintivamente si inginocchiò accanto a Brawl.
-Swindle, Vortex.-
Parlò con un tono molto più basso, e Brawl si voltò a guardarlo con il visore alzato; i suoi occhi gialli erano stanchi. Onslaught sospirò e parlò di nuovo.
-Vi chiedo scusa, non vi volevo spaventare.-
Quella parole attirarono l’attenzione di tutti e quattro i fratelli. Era insolito che Onslaught si scusasse con uno di loro: avveniva sempre il contrario e sentirgli dire quelle parole era quasi surreale.
Onslaught portò una mano sulla testa di Vortex e l’accarezzò, e Swindle alzò finalmente lo sguardo. Il mechling aveva alzato il visore e stava fissando il maggiore dei fratelli come se volesse dire qualcosa. Riabbassò invece la testa.
Spostandosi leggermente in avanti, Onslaught portò una mano sotto il mento di Swindle e lo alzò, così da poterlo guardare. Brawl ringhiò al gesto, ma non aprì bocca, limitandosi a osservare.
-Non volevamo farvi arrabbiare.-
La voce di Swindle era un sussurro e Onslaught sospirò, mentre Blast Off si sedette vicino ai quattro. Brawl sbuffò una risata, incredulo.
-Pensi davvero siamo solo arrabbiati?!-
-Uh?-
Onslaught riportò il dito sotto il mento di Swindle e lo convinse a voltarsi verso di lui.
-Eravamo preoccupati. Cosa pensi abbiamo pensato, non trovandovi in camera?-
La sua voce aveva quasi un tono di rimprovero. Swindle guardò il maggiore dei fratelli e in quel momento, come un puzzle, qualcosa nei suoi pensieri si connesse e il mechling giallo si lasciò sfuggire un piccolo -Oh.- . Sapeva che, se i suoi fratelli fossero venuti a sapere delle loro uscite, si sarebbero arrabbiati. Ma non aveva pensato all’altra reazione certa: era troppo preso dalle vendite da non pensare di far preoccupare i suoi fratelli. Un senso di vergogna lo invase e abbassò lo sguardo imbarazzato.
-Allora non ci odiate?-
Vortex aveva alzato la testa e guardava col visore alzato i suoi fratelli. I grandi occhi gialli andavano da un fratello all’altro, per fermarsi infine su Onslaught. Il mechling inclinò la testa di lato, e delle lacrime azzurre scendevano sulle guance. Le sue pale erano slittate in basso.
Notando che nessuno stava rispondendo alla sua domanda, aprì la bocca, ma i suoi fratelli iniziarono a parlare all’unisono. Le loro voci un insieme di sdegno, sconcerto e stupore.
-ODIARE?!-
-NO! Chi diamine ti ha messo in testa questa idea?!-
-NO, NO, no, no, Tex, non ci odiano! Penso…-
-Ovvio che non vi odiamo! Vortex, vieni qui.-
Onslaught si sedette e alzò Vortex da sotto le braccia, facendolo sedere sulle sue gambe. Lasciò una mano sul rotore e iniziò a massaggiarlo. Blast Off e Brawl si avvicinarono e Swindle si sedette sulle loro ginocchia.
-Vortex, Swindle, voglio che vi sia chiaro questo. Siamo arrabbiati per quello che avete fatto, ma non per questo vi odiamo. Posso dirlo con certezza, non posso odiarvi. E so che Blast Off e Brawl sono della stessa opinione.-
-Non ditelo nemmeno per scherzo! Odiarvi. Assurdo.-
Onslaught annuì con un leggero cenno a Brawl e Blast Off portò una mano confortante sulla spalla di Swindle.
-Eravamo solo preoccupati. Noi…- Blast Off sospirò. -Vi vogliamo bene. Possiamo arrabbiarci, ma solo questo.-
Vortex annuì, ma abbassò la testa. Sentì una mano posarsi dietro la sua testa e alzò lo sguardo, incontrando gli occhi gialli di Onslaught. Il mech blue e verde, oltre ad aver alzato il visore, aveva ritratto anche la maschera e ora stava sorridendo a Vortex. Era un sorriso dolce, confortante, raro sul suo volto ma che il mechling riconobbe come il sorriso che faceva quando li osservava in disparte.
Onslaught con un cenno della testa indicò a Vortex la sua mano aperta. Il mechling fece un piccolo sorriso e si sistemò sulla mano del fratello, il quale, senza alcuno sforzo, lo alzò. Vortex si sistemò nell'incavo del braccio e strofinò la testa sul petto del fratello. Onslaught iniziò a dondolare lentamente Vortex, e vide con la coda dell’occhio Swindle spostarsi verso di lui e semi sdraiarsi su una sua gamba, la testa sulle braccia incrociate. Anche Brawl e Blast Off iniziarono a rilassarsi e istintivamente Onslaught iniziò a emettere un calmo ronzio. Swindle chiuse gli occhi e si lasciò sfuggire un sorriso: Onslaught, subito dopo aver conosciuto Vortex, aveva preso l’abitudine di fare quel rumore per confortare e calmare il piccolo mechling. Si accorse subito che aveva lo stesso effetto sugli altri fratelli. Swindle non lo sapeva spiegare, eppure ogni volta che sentiva quel ronzio si sentiva rilassato, al sicuro.
Un piccolo suono portò di nuovo l’attenzione di tutti su Vortex: il mechling aveva chiuso gli occhi, un sorriso soddisfatto sul volto, e aveva portato entrambe le mani vicino al petto del fratello.
Onslaught non voleva disturbarlo, non quando finalmente si era calmato e stava per addormentarsi. Ma il mech aveva una cosa da chiarire col fratello, e non poteva aspettare.
Mosse su e giù il braccio, e Vortex cinguettò infastidito.
-Vortex.-
Al suo nome Vortex aprì gli occhi assonati e guardò in quelli di Onslaught. Inclinò la testa sul petto dell’altro.
-Uh?-
-Perché quella domanda?-
Vortex non rispose subito. Iniziò a pizzicarsi le mani con le punte delle dita e Blast Off prontamente prese un piccolo braccio, fermando il mechling. Vortex alzò lo sguardo verso il volante e Blast Off iniziò a strofinargli il braccio, cercando di fermare i tremori. Passarono alcuni minuti, poi Vortex rispose alla domanda.
-Non voglio che mi odiate…-
Le parole, dette da una bassa e piccola voce, riecheggiarono nella stanza come un bullone in un burrone dalla forte eco. Silenziose ma potenti, tanto che i quattro transofrmers barcollarono leggermente.
Notando il silenzio disagevole, Vortex nascose il viso nel petto di Onslaught, e parlò di nuovo, la voce in un sussurro. Le sua pale iniziarono a tintinnare per i tremori che percorrevano il suo corpo.
-Scusate.-
Il tono della voce scossero il maggiore dei cinque. Onslaught si raddrizzò e spostò Vortex quel tanto dal petto per alzargli il viso con un dito. Quegli occhi gialli luccicanti e pieni di lacrime erano un altro affondo; per quanto lo permise il piccolo spazio, Brawl e Blast Off si avvicinarono a Onslaught, fino a toccargli le spalle. Swindle non si spostò dal suo posto, ma, a pugni stretti, teneva gli occhi fissi su Vortex.
- Non ti devi scusare. Shh, shh. Va bene, non piangere.-
Onslaught dondolò avanti e indietro Vortex, una mano ad accarezzargli la testa in moti circolari.
-Ma-
-Shh, niente ma. Non siamo arrabbiati, ci hai solo sorpreso.-
-Io, io ho paura che hic, voi mi odiate. N non, v voglio...-
-Lo so, lo so. Ma non c’è nessun motivo per avere paura. Non possiamo odiarti, in nessun modo. Ok?-
-Uuhh…-
-Su, su, altre lacrime? Mechling mio, hai davvero così paura.-
Onsluaght incrociò gli sguardi preoccupati e stanchi di Blast Off e Brawl e sospirò. Nessuno di loro si sarebbe immaginato una cosa simile. Piangendo ancora, Vortex strofinò di nuovo la testa sul petto del più grande. Per alcuni minuti gli unici rumori erano i suoi singhiozzi. Poi, all’improvviso, Swindle si drizzò a sedere, attirando l’attenzione dei tre più grandi.
-Volevamo solo aiutare!-
Il suo viso era contorto in una smorfia e si stava mordendo un labbro. Sentiva le lacrime agli occhi, ma si rifiutava di piangere. Vedere Vortex singhiozzare in quel modo, e per quel motivo, aveva scosso qualcosa in lui. Un pensiero istintivo lo spingeva a calmare il piccolo mechling.
Vortex parlava troppo, e si impicciava sempre delle sue cose. Ma era il suo fratellino. Quando l’avevano conosciuto la prima volta, Vortex parlava raramente e a fatica si era aperto con loro. E Swindle ricordava ancora quella piccola faccia quando lo portarono nella loro casa: Vortex continuò a sorridere e a correre per l’appartamento per giorni. E quando Swindle si trovava giù o era agitato per qualcosa, Vortex gli correva vicino, e, senza dire niente, lo abbracciava. Si comportava in quel modo con tutti i fratelli.
“Come può anche solo pensare che noi lo odiamo?!”
Swindle si sporse in avanti e strinse nella sua mano quella di Vortex. Il mechling stava tremando e Swindle abbassò gli occhi.
“Ha davvero paura…Tex…”
In quel momento un altro pensiero si face strada nella sua mente: e se era stato lui a farlo piangere? Era sua l’idea di uscire di notte, e non aveva vietato a Vortex di seguirlo. Anzi, spesso era Vortex a svegliarlo per uscire, come se avesse fretta di passare gran parte della notte a osservare suo fratello lavorare.
Ma Swindle non aveva pensato a come avrebbero reagito i loro fratelli, quando li avrebbero scoperti. Se l’avesse fatto, avrebbe pensato a qualcosa.
“E ora Vortex non starebbe piangendo.”
Vedere quell’espressione su Vortex era sbagliato. A Swindle sembrava un affronto personale, e lo infastidiva. Alzò la testa e guardò dritto negli occhi di Vortex. Il mechling lo guardava confuso, ma le lacrime continuavano a scendere sulle sue guance.
-Aiutare?-
Swindle non sentì Brawl. Era più occupato a pensare cosa dire a Vortex.
-Tex, stavamo aiutando, lo sai, vero? Quindi non c’è motivo di avere paura che ci odino. O che io ti odi. Non lo pensare nemmeno.-
Swindle non distolse i suoi occhi da quelli di Vortex, il quale alle sue parole annuì lentamente. Il mechling giallo sorrise lievemente, notando che l’altro aveva smesso di piangere.
-Potresti spiegarti, Swindle?-
Swindle voltò di scatto la testa verso Blast Off: il mech volante si era mosso leggermente in avanti e lo guardava con aria torva. A vedere la reazione di Onslaught, Blast Off gli aveva anticipato la domanda. Swindle esitò per alcuni secondi prima di rispondere. Le parole uscirono da sole.
-C’è un motivo se siamo usciti di notte e di nascosto. Sapevo che vi sareste arrabbiati se lo avesse saputo, ma volevo, dovevo, farlo. Che pensate, sia semplice indagare cosa vogliono i clienti, contrattare per accaparrarsi la merce giusta e rivenderla? Non lo è! Ma tanto che altro potevo fare?:
All’unisono i tre mech aprirono la bocca per rispondere, ma Swindle continuò senza badare a loro. Voleva fermare le parole, ma non ci riusciva.
-Vi ho sentiti qualche ciclo fa. Non ci vuole un genio per capirlo. Abbiamo bisogno di soldi. Sì, Onslaught ha il suo lavoro alla stazione, Blast Off va all’accademia e lavora in quel buco di ufficio, e Brawl lo stesso, scuola poi in quel magazzino. Vi state sdoppiando, ma non basta! Questa è l’unica soluzione che ho trovato, ok?-
La voce di Swindle si ruppe sull’ultima frase e il mechling abbassò lo sguardo.
Vortex cinguettò, confuso e triste, e si sporse col braccio, che Swindle aveva lasciato durante il suo sfogo, per raggiungere il fratello, ma venne tirato su da Onslaught. Vortex iniziò a protestare ma lo sguardo indecifrabile di Onslaught lo zittì. Il mechling non capiva la reazione alle parole di Swindle, ma aveva capito che era qualcosa di importante. Balzò con lo sguardo, gli occhi ancora luccicanti di lacrime, da un fratello all’altro: Brawl aveva alzato un braccio, teso verso Swindle ma dal suo viso si leggeva l’incertezza su cosa fare. Onslaught era silenzioso, quello strano sguardo sul suo volto rivolto al mechling giallo; Vortex vide però in quei occhi gialli una strana lucentezza. Quando spostò lo sguardo su Balst Off Vortex storse il muso perplesso, notando che il fratello aveva riportato il visore sugli occhi.
Passarono alcuni minuti, prima che qualcuno parlasse.
-Questa è forse la cosa più assurda che ti abbia sentito dire.-
La voce di Blast Off ruppe il silenzio con una feroce frecciata.
-Assurda?!-
Con uno scatto Swindle tornò a guardare Blast Off. Il volante non fece caso né alla ferocia né allo stupore in quei occhi viola, e continuò.
-Questa è l’unica soluzione che hai potuto trovare? Fare il venditore di strada a Kaon? E di notte per giunta? C’è un motivo- Nell’usare le stesse parole del fratello si lasciò sfuggire un mezzo ghigno. - Se vi abbiamo detto di non vagare da soli in città. Dopo i vorn passati lì, proprio tu Swindle dovresti sapere bene i motivi. Ma non solo hai disobbedito, HAI PORTATO CON TE VORTEX!-
Quella parole bloccarono Swindle. Sentire Blast Off urlare era sempre strano, ma quelle parole continuavano a girare nella mente di Swindle, e il mechling giallo non riuscì a frenarsi. Non volle. Il tono, le accuse, lo stesso fatto che fosse Blast Off a dire quelle cose incrementarono la rabbia e l’amarezza in lui.
-Ha deciso lui di venire con me! E sapevo cosa stavo facendo. È così sbagliato voler aiutare?-
Brawl distolse lo sguardo dai due litiganti. Era già difficile intervenire quando quei due iniziavano a discutere normalmente. E quella volta Brawl non poteva dare delle potenti pacche sulle schiene, né poteva parlare con entrambi e convincerli a rappacificarsi. Spostò lo sguardo sugli altri due fratelli: Vortex teneva gli occhi fissi su Blast Off e Swindle, e Brawl poteva vedere come il piccolo mechling si teneva contro il petto di Onslaught. Era come si si volesse mimetizzare nel metallo, la sua presa sulla mano del più grande e le pale tremanti erano un indizio di cosa pensava dell’intera situazione. Una mano verde coprì gli occhi gialli e Brawl alzò lo sguardo su Onslaught. Il mech blu e verde stava osservando la lite in silenzio, e non sembrava volesse intervenire, con lo sconcerto di Brawl.
-Onslaught, devi fare qualcosa.-
Altri insulti. Vortex si dimenò nella mano del fratello e nascose il viso nel suo petto. Brawl lanciò un’occhiata verso Blast Off e Swindle, strofinandosi un braccio in disagio.
-Ons?-
-Ti ho detto che non è compito tuo!-
-E cosa, me ne sto fermo? Invece di essere contento…Sei tu a essere assurdo!-
-Pensavo fossi più intelligente di così, Swindle.-
-Oh, allora illuminami, signor Blast Off.-
Dai due si poteva ora sentire trapelare il fastidio, la rabbia e altre sensazioni. Quella che colpì maggiormente Brawl era la tristezza in entrambi.
I due erano ora faccia a faccia e Brawl era già sul punto di farsi avanti e prendere di peso Swindle, il più vicino, e mettersi fra i due, quando la voce di Onslaught tuonò nella stanza, interrompendo definitamente la lite.
-Blast Off. Swindle.-
Voce ferma e decisa. Autoritaria. Era quel tono che tempo addietro, prima di incontrare Vortex, prima di comprare il loro piccolo appartamento, Onslaught era solito fare. Risentirla in quel momento era disorientante.
Brawl si affrettò nel rimettersi a sedere e allontanarsi dalla traiettoria di una probabile sfuriata di Onslaught. Il mech in questione si era drizzato, gli occhi duri fissi su Blast Off e Swindle, la mano sinistra stretta in un pugno sul ginocchio, mentre con l’altra teneva stretto a sé Vortex.
-Se avete finito questa inutile conversazione.-
Si fermò aspettando una replica dai due. Non che potessero farla: non solo il suo tono non ammetteva repliche, era anche riuscito, con quella sola frase, ad ammonire entrambi. Vedendo di avere la loro completa attenzione, continuò.
-Avete entrambi ragione. Blast Off, sai cosa penso a riguardo.- Guardò intensamente il volante, una conversazione silenziosa tra loro. Blast Off alzò il visore e dopo alcuni secondi spalancò gli occhi. -Arrabbiarsi ancor di più non ha senso ora. Hanno capito.- Nel sentire quasi le sue stesse parole che aveva utilizzato lui alcuni minuti prima, Blast Off abbassò lo sguardo. Onslaught spostò lo sguardo su Swindle, e con un dito accarezzò una spalla di Vortex, la sua testa ancora nascosta nel petto del mech.
-Swindle. So che volevi aiutare. E sono fiero che tu voglia farlo.- Swindle incrociò le braccia, rifiutandosi di guardarlo. -Ma come ha detto Blast Off, non è il tuo compito.-
A quelle parole Swindle si voltò di scatto verso Onslaught, gli occhi spalancati e le braccia semi alzate. Onslaught alzò la mano, fermandolo prima che potesse parlare.
-Ascoltami. Quando abbiamo comprato questa casa, e quando Vortex si è unito alla nostra famiglia, abbiamo deciso che ognuno ha un suo ruolo preciso. So che ti ricordi la discussione che abbiamo avuto. Sei ancora troppo giovane per lavorare. Quello che devi fare ora è pensare ai tuoi studi.-
-Ma posso fare entrambe le cose!-
-No. I tuoi studi sono più importanti.-
Onslaught osservò il fratello mordersi un labbro e abbassare lo sguardo.
-So di cosa sei capace, Swindle. Non hai bisogno di dimostrare niente.-
Vedendo che Swindle ancora si rifiutava di guardarlo, Onslaught scosse la testa. Qualche volta si chiedeva se i suoi fratelli si comportassero in quel modo di proposito. Ognuno di loro aveva dei pregi e dei difetti. Swindle era intelligente, aveva delle spiccate doti comunicative, e sapeva leggere bene la gente. E aveva un ottimo senso degli affari. Tuttavia, una cosa che Swindle faceva spesso, era quella di chiudersi in sé stesso. Non che non si fidava dei suoi fratelli. Onslaught li conosceva bene. Sapeva che Swindle era protettivo quanto lui della loro famiglia. Ma quell’abitudine, ricordo di quando ancora non si conoscevano, di chiudersi, lasciava un divario tra lui e i suoi fratelli. Una volta Onslaught pensò a quello come una strana ironia: in quel senso i due erano simili. Ed essendo simili, Onslaught sapeva che uscire dal proprio guscio non avrebbe danneggiato il loro rapporto, ma avrebbe aiutato Swindle.
In quel caso però, quando Swindle era in preda a forte emozioni, Onslaught non poteva usare un approccio diretto, o l’altro si sarebbe isolato maggiormente; aveva affrontato più volte, e alcune volte doveva ancora farlo, lo stesso problema con Blast Off.
Sentì distrattamente Vortex muoversi a disagio nella sua mano e Onslaught aggiustò la presa. Sentendo il piccolo verso soddisfatto del mechling, un’idea entrò nella sua mente e riportò l’attenzione su Swindle. Mentre stava decidendo su come agire, Swindle si era avvicinato verso Blast Off e il volante, ancora visibilmente stizzito per la loro discussione, aveva circondato con un braccio il mechling. Tipico di Blast Off: arrabbiarsi con i suoi fratelli, litigare con loro, di solito per una loro disobbedienza, per poi razionalizzare il tutto e confortare i suoi fratelli. Swindle non sembrava infastidito dalla cosa, e Onslaught pensò che almeno quella situazione era stata risolta. Ora mancava l’altro problema, grande quasi quanto l’orgoglio di Swindle. Ma Onslaught sapeva quali tasti toccare.
-Vortex, posso farti una domanda?-
Nel sentire il suo nome Vortex alzò la testa e incrociò lo sguardo del fratello.
-Sì?-
Onslaught sorrise e accarezzò la testa del mechling, emettendo un basso ronzio.
-Perché hai deciso di seguire Swindle?-
Una volta finito di parlare Onslaught sentì gli occhi dei suoi fratelli addosso. In special modo Brawl, riuscitosi a rilassare dopo la lite, fulminò con veemenza il più grande. Onslaught non ne fece un problema: quella domanda poteva suonare fuori luogo, soprattutto quando Vortex si era finalmente calmato. Ma quella era ben lontana dall’essere la sua intenzione. Non voleva turbare di nuovo Vortex, e da come il mechling stava reagendo, la domanda non gli dava fastidio. Dopo alcuni secondi, infatti, rispose.
-…Volevo stare con lui. E vedere tutti quei transformers è stato divertente!-
Onsalught lo dondolò su e giù e Vortex rise divertito. Le sue pale si rialzarono leggermente.
Il mech guardò di sottecchi Swindle spalancare gli occhi, ora fissi su Vortex; continuava ad aprire e chiudere la bocca, come se volesse dire qualcosa, ma nessuna parola uscì fuori. Era tutto quello che bastava a Onslaught per capire che aveva ragione.
-Divertenti?-
Vortex si voltò verso Brawl, ignaro del tono divertito dell’altro.
-Sì! Un mech aveva una cosa strana sul polso. Swin Swin ha detto che probabl uh proba-
-Probabilmente.-
-Sì, quello! Che è per, oh. Grazie Blast Off!-
Vortex fece a Blast Off un sorriso luminoso, poi tornò a parlare con Brawl. Blast Off guardò tra i due e Swindle, ancora scioccato e con gli occhi fissi su Vortex. IL volante si chinò leggermente verso Onslaught, sussurrandogli:
-Non penso la tua idea stia avendo il giusto risultato.-
-Quale idea, scusa?-
Blast Off guardò Onslaught, volto impassibile, e Onslaught sogghignò: era certo che Blast Off avrebbe capito cosa voleva fare.
-Pensi davvero che questo non sia tutto parte della mia idea?-
Blast Off spostò lo sguardo su Brawl e Vortex. Il mechling, ancora seduto sulla mano del mech verde e blu, stava parlando animatamente delle notti passate col fratello, notando quante volte lo stava citando: quasi in ogni frase lo nominava. In quel momento capì qual era l’intenzione di Onslaught e si voltò verso di lui.
-Sei proprio un bullone.-
Onslaught in risposta mosse la testa di lato, un ghigno accennato sul volto. Blast Off sbuffò divertito ed esasperato. Era in quei momenti che si trovava ad essere contento che gli altri tre non erano a conoscenza di quel lato del fratello: per far capire qualcosa ai suoi fratelli Onslaught era capace di tutto. Blast Off aveva un’esperienza personale con quel lato. E a giudicare dalla reazione di Swindle, anche in quel caso Onslaught aveva ragione.
Guardò Onslaught in una silenziosa richiesta e il fratello gli fece un cenno con la testa.
-A quanto ho capito, ti sei divertito molto con Swindle.-
Vortex alzò la testa all’indietro, guardando il fratello sottosopra.
-Uh, sì? Ovvio!-
-Ah!-
Alla risposta di Vortex, Blast Off si lasciò sfuggire uno sbuffò divertito: così indignata e con una nota di ovvietà. Forse lo stava influenzando troppo, stava raggiungendo i suoi livelli di sarcasmo.
-Swindle però non mi faceva parlare con i clienti!-
Vortex alzò un braccio e indicò il mechling giallo, il quale, a quelle parole, aveva incrociato le braccia.
-Te l’ho detto perché!.-
-Perché?!-
Swindle sospirò e rispose con tono rassegnato. Come se avessero parlato per molte volte della stessa cosa.
-Perché quelle erano le regole!-
-Regole?-
I tre fratelli maggiori si guardarono dopo aver parlato all’unisono, seppur con toni differenti. Quella era una sorpresa.
Vortex imitò il mechling giallo e incrociò le braccia.
-Sì! Non parlare con i ‘formers, non mettere in imbarazio-
-Imbarazzo.-
-Sì! Grazie Blast Off. Di non fare quello a Swindle, e di non andare in giro. Tutto noioso!-
-Tu, piccolo-
-Non hai detto di esseri divertito?-
Vortex abbassò lo sguardo e incrociò le mani, muovendo le dita avanti e indietro, imbarazzato. Lentamente, rispose a Onslaught.
-Sì…-
-Quelle regole non erano per farti un dispetto. Le ha date perché ti vuole bene e si preoccupa per te. Lo capisci?-
Vortex annuì e nascose il viso nel petto del mech, le pale dei motori semi abbassate in imbarazzo. Onslaught mosse delicatamente il mechling, e ripeté la domanda.
-Lo capisci?-
-Sì…-
-Bene. E cosa si dice in questi casi?-
Vortex alzò lo sguardo sul fratello e, a un cenno di questi, guardò Swindle.
-Scusa Swindle.-
-Oh. Fa niente, Tex.-
Swindle scrollò le spalle e colpì delicatamente, dove sapeva provava solletico, una pala del mechling, suscitando in Vortex un cinguettio divertito e infastidito. Quando Onslaught abbassò la mano per farlo scendere si trasformò in un verso di protesta, seguito a delle pale abbassate.
Con una carezza sulla testa e portandolo a sedersi su una sua gamba, Onslaught portò la sua attenzione sul mechling giallo.
-Swindle, vieni qui.-
Swindle guardò stupito il fratello. Abbassò lo sguardo, il corpo teso come pronto per scappare. Poi sospirò e si avvicinò al mech. Con una mano sulla spalla Onslaught portò Swindle vicino al petto e toccandogli il mento con un dito lo convinse a guardarlo. Con soddisfazione vide che Swindle si era visivamente, e finalmente, rilassato. Come aveva pensato, sentire il punto di vista di Vortex stava aiutando. Ora doveva dargli un’ultima spinta.
-Voglio fare un patto con te, Swindle.-
Swindle batté gli occhi confuso.
-Quale?-
-Fino a quando non sarai grande abbastanza, voglio che tu tenga i tuoi affari al minimo.-
-Ma come, io Aspetta. Dici sul serio?!-
Onslaught sorrise e accarezzò la testa del mechling.
-Sì. Nel frattempo puoi aiutare in un altro modo. In realtà lo stai già facendo.-
-Uh? E come, non ho fatto niente di speciale.-
-Mph. Fidati, lo stai facendo, solo che ancora non te ne sei reso conto.-
Swindle incrociò le braccia, ma mantenne lo sguardo del fratello.
-Invece di parlare per enigmi, perché non me lo dici?-
Onslaught fece per rispondere, ma Brawl lo interruppe.
-Ehi, non per disturbarvi, ma potreste rimandare a più tardi?-
I due si voltarono verso il mech verde, il quale indicò con un pollice Vortex: il mechling si era seduto su un ginocchio di Blast Off e si stava dondolando, gli occhi a fatica aperti.
-Il piccolino qui sta per cadere addormentato.-
-Non ho sonno!-
Parlò con una voce indignata, ma la bocca era impastata dal sonno. Blast Off sbuffò e, scuotendo la testa, prese Vortex per il rotore, portandolo nelle sue braccia.
-Davvero? A me sembra il contrario.-
Vortex cercò di dimenarsi dalla presa del fratello, ma le continue carezze sulla testa e sul rotore, unite al calore del volante, gli rendevano difficile concentrarsi.
-Nooo…-
Onslaught scosse la testa e fece segno a Swindle di alzarsi, prima di farlo lui stesso.
- Questo è oltre l’orario a cui siamo abituati. Tutti a dormire.-
Swindle guardò spaesato i suoi fratelli, e quando Brawl gli mise una mano sulla spalla, alzò la testa. Nel vedere la sua espressione Brawl scoppiò a ridere.
-Swin, ma che cavolo è quella faccia?!-
-Che?-
Swindle si girò completamente verso l’altro, barcollando leggermente. Il suo dondolio venne fermato da un dito del fratello.
-Che avete tutti e due, cadere addormentati così?-
Swindle lo guardò spaesato, e solo in quel momento si accorse di essere stanco. La cosa non lo sorprese molto. Senza dargli tempo di dire una parola, Brawl si chinò e lo alzò su un braccio. Il mechling cercò di dimenarsi, inutilmente: non solo Brawl era di gran lunga più forte di lui, era troppo stanco per alzare un solo dito. Rassegnato dall’’essere portato in braccio, Swindle appoggiò la testa sulla spalla del fratello, e prima di rendersene conto si addormentò.

 

 

Swindle apri gli occhi in una stanza buia e si mise a sedere. Al suo fianco Brawl si girò verso di lui, ma non si svegliò. Alla sua destra Onslaught dormiva profondamente e Swindle poteva vedere Vortex accanto a lui, dormire sul petto di Blast Off.
Non si ricordava di essere entrato nella stanza dei suoi fratelli. Anche se si era appena svegliato, si sentiva ancora assonnato; appoggiò la testa sul petto di Onslaught e iniziò a vagare con lo sguardo. Non che potesse vedere qualcosa in quel buio, ma era un’abitudine che aveva da quando era piccolo, ben prima di incontrare i suoi fratelli: osservare qualsiasi cosa, in qualsiasi momento, e trovare qualcosa di utile. Ora non ne aveva più bisogno, ma qualche volta, soprattutto per i suoi affari, si ritrovava a farlo. Altre volte lo aiutava a pensare.
I suoi pensieri tornarono a qualche ora prima e per l’ennesima volta un senso di imbarazzo lo invase: aveva pianificato tutto, ma non aveva pensato che i suoi fratelli si sarebbero preoccupati. Ripensò alla sua lite con Blast Off e chiuse gli occhi sospirando. “Ha ragione…A che pensavo, portare Vortex con me…sì, era contento, e non l’ho mai visto così, ma…”
Riaprì gli occhi e poggiò una guancia sul petto di Onsalught, guardandolo di sottecchi.
“A parte quello…Come posso aiutare?”
Swindle si toccò il mento con un dito, alzando la testa.
“Onslaught ha detto che sto già aiutando. Ma come?”
Sospirò e poggiò di nuovo la testa su Onslaught.
-Non riesci a dormire?-
Nel sentire il petto vibrare al tono della voce, Swindle alzò gli occhi e incrociò quelli gialli del fratello.
-Non proprio…-
Onslaught non rispose ma alzò un braccio e con la mano strofinò la testa di Swindle. Accanto a loro Brawl si mosse, e Onslaught abbassò leggermente il braccio, circondando sia il mech verde che Swindle. Per un po' nessuno dei due parlò, poi Swindle poggiò una guancia sul petto del più grande. Quando parlò la sua voce era più bassa di un sussurro.
-Cosa intendevi prima?-
-Mh?-
Swindle pensava che l’altro si fosse riaddormentato e che non l’avrebbe sentito. Non aveva molta voglia di riprendere quella discussione, ma alla fine la sua curiosità vinse.
-…Quando hai detto che sto già aiutando.-
Onslaught abbassò la testa quel tanto per guardare negli occhi viola di Swindle.
-Con Vortex.-
Swindle batté un paio di volte gli occhi e alzò la testa confuso da quel tono ovvio. Voleva una risposta diretta, ma non si aspettava quella.
-In che senso?-
Onslaught sospirò: era stanco, e doveva andare a lavorare presto quella mattina, ma se Swindle aveva bisogno di capire, nel mezzo della notte, perché stava aiutando, non poteva rifiutarsi di rispondergli.
-In queste notti, non ti sei occupato di lui?-
-Sì? Mi sembra ovvio.-
Onslaught lo colpì delicatamente su una spalla per l’impertinenza e riprese a parlare.
-E non lo hai sentito come parlava dei joor che avete passato insieme?-
-Sì…-
-Swindle, davvero non ti sei accorto di cosa stai facendo?- Mentre parlava si voltò leggermente con la testa verso Vortex, vedendo le piccole pale muoversi leggermente mentre dormiva, poi tornò a guardare Swindle. -Non posso portarlo troppe volte al lavoro, ed è troppo piccolo per andare a scuola. Anche Blast Off e Brawl lo portano qualche volta con loro a scuola. So che tu, ogni volta esci di scuola, vai a prenderlo; vuoi occuparti di lui. Giochi con lui, lo aiuti quando noi non siamo a casa. Come in queste notti, nelle vostre uscite.- Swindle si ritrasse leggermente al tono su quella parola. – Non è una sorpresa che voglia stare con te. Vortex è ancora molto piccolo, e ha bisogno di qualcuno che si occupi di lui. Tu l’hai sempre fatto.-
-Oh.-
Onsluaght sbuffò una bassa risata.
-Oh? Solo questo?-
Swindle distolse lo sguardo, e si mise le mani in testa, nascondendo il viso imbarazzato.
-Non ci avevo mai pensato. Ho fatto tutto senza accorgermene.-
Ed era vero. Gli sembrava ovvio che, visto che i suoi fratelli erano occupati, e che, con sua rabbia, si stavano sovraccaricando per guadagnare qualcosa, “E non capiscono che posso aiutarli anch’io in quello.”, era lui a doversi occupare di Vortex. E con sua sorpresa il mechling sembrava gli si fosse affezionato molto.
Onslaught gli accarezzò la testa e Swindle riportò la sua attenzione su di lui.
-Ora capisci?-
-Sì…Ons?-
-Mh?-
-Gli shanix delle vendite…-
-Tienili.-
-Ma-
-Niente ma. Anche se non mi piace, te li sei guadagnati. Sono tuoi.-
-Grazie.-
Onslaught in risposta gli accarezzò di nuovo la testa.
-Prego. Ora però cerca di dormire, più tardi devi andare a scuola.-
Swindle annuì e si sistemò vicino il fratello, rilassandosi sentendo il suo ronzio. In sottofondo sentì Brawl dire qualcosa, Blast Off rispondergli in un mezzo sussurro e Onslaught riprendere entrambi. Malgrado il rumore, Swindle si lasciò sfuggire un piccolo sorriso contento. Il suo piano era fallito, ma si sentiva lo stesso soddisfatto. Onslaught aveva detto di non commerciare di notte. Non era colpa di Swindle se non aveva generalizzato.
Swindle chiuse gli occhi, una nuova risoluzione in mente: in un modo o in un altro, avrebbe aiutato i suoi fratelli.

Chapter Text

La notte stava calando sulla città di Kaon e pian piano le strade iniziavano a illuminarsi; chi aveva finito con le proprie mansioni giornaliere tornava a casa, ma la maggior parte dei transformer si affrettava verso il locale più vicino.
Brawl vide alcuni dei suoi colleghi entrare in un locale e stava per seguirli, ma si fermò sulla soglia del portone: sentiva quel messaggio che aveva ricevuto nel pomeriggio quasi bruciare nel suo subspace. Portò una mano al fianco e indugiò per alcuni secondi sull’apertura del subspace. Non riusciva a capire il motivo di quel messaggio. Eppure aveva fornito tutti i dati richiesti.
“È per il lavoro?”
-Ehi, ti muovi?!-
Brawl spalancò gli occhi dietro il visore e si scansò, lasciando passare un mech infastidito.
-Scusi.-
Non ricevendo risposta Brawl si massaggiò un braccio e riprese a camminare nella direzione opposta. I suoi colleghi gli avrebbero chiesto nei giorni seguenti il motivo per cui non era entrato con loro, ma in quel momento non riusciva a non pensare ad altro se non a risolvere il mistero di quel messaggio.
“No, non può essere il lavoro. Allora perché?!”
Strinse la mano in un pugno, frenandosi dall’urlare. Si accorse di aver sorpassato la svolta che doveva prendere e tornò indietro, sbuffando irritato.
“E agli altri che dico?”
Inconsciamente iniziò a rallentare. I suoi fratelli erano così contenti per la sua scelta; malgrado i loro incoraggiamenti, non pensava di poter entrare in un’altra accademia se non quella, e loro avevano rispettato cosa voleva fare. Blast Off si era anche offerto di visitare lui stesso il posto prima che iniziasse a frequentare.
Era così assorto nei suoi pensieri che non aveva voglia d trasformarsi, preferendo camminare. Non si era nemmeno reso conto che era arrivato nel suo isolato, proprio di fronte il palazzo dove abitava. Dopo che i due fratelli minori erano usciti di nascosto, Blast Off aveva iniziato a rientrare prima dal suo ufficio per tenergli d’occhio. E così Brawl, mentre di solito ritornava a casa con Swindle, si ritrovava da solo. Anche se in quel momento non aveva voglia di parlare con il mechling giallo.
Entrò nel palazzo e prese l’ascensore, ma una volta davanti alla porta d’ingresso del suo appartamento tentennò. Un senso di insicurezza lo invase. Ed era famigliare con quella sensazione, visto che lo bloccava spesso quando era piccolo. Sbuffò leggermente al pensiero di quando aveva incontrato per la prima volta Blast Off.Quasi non si riconosceva. Era da molto che non si sentiva in quel modo, e il fatto che era per colpa di quel messaggio lo irritava. Si trattenne dall’urlare solo perché i suoi fratelli l’avrebbero sentito e tempestato di domande. Ance se era certo che solo Vortex gli avrebbe fatto domande. Gli altri si sarebbero limitati a delle frasi secche per farlo parlare.
Contò mentalmente fino a cinque e inserì il codice nel lettore della porta.
Nella cucina trovò tre dei suoi fratelli seduti al tavolo: Blast Off aveva in braccio Vortex, un datapad davanti a sé: Il volante marrone aveva preso l’abitudine, da quando Vortex era più piccolo, di leggergli diversi pad, e con suo piacere il mechling aveva da subito mostrato un interesse per quelle storie. Brawl spostò lo sguardo su Swindle, chino su un paio di pad, intento nello scrivere qualcosa.
Quando la porta si chiuse Vortex alzò lo sguardo e sorrise quando vide il fratello.
-Brawl!-
Brawl si avvicinò e accarezzò la testa di Vortex, facendo un cenno a Blast Off.
-Ehi, Tex, Swindle.-
Blast Off gli rispose con un suo cenno e si alzò, sistemando Vortex sulla sedia, lasciando il mechling prendere in mano il datapad e picchiettarci sopra con il dito. Swindle invece continuò a scrivere.
-Onslaught sarà qui fra poco. Vado a preparare l’energon. Swindle, Brawl ti stava parlando. E metti via quei pad.-
Nel sentire il suo nome Swindle smise di scrivere e alzò gli occhi dal datapad.
-Stavo finendo di controllare.-
A quella risposta Blast Off mosse un’ala e guardò Swindle. I due si osservarono per alcuni secondi, poi Swindle voltò la testa. Blast Off sbuffò e, nascondendo un ghigno, si diresse verso l’armadio in cui tenevano l’energon e prese un cubo; poi aprì uno dei scaffali in alto e prese altri cinque cubi più piccoli e una confezione di additivi. Mentre Blast Off stava preparando la loro cena, Brawl si sedette accanto a Swindle che, dopo aver messo i datapad nel suo subspace, stava guardando qualcosa sull’olovisore.
-Allora, com’era il lavoro?-
Brawl scrollò le spalle.
-Come sempre. La scuola?-
Swindle grugnì e si allungò sul tavolo.
-Ho una prova di matematica tra qualche ciclo. Sono formule abbastanza difficili.-
Brawl lo guardò scettico.
-Tu le hai trovate difficili.-
-Ehi, no guardarmi così!-
Blast Off si avvicinò in quel momento al tavolo e, poggiati i cubi di energon, guardò dritto negli occhi di Brawl.
-Si, anch’io l’ho pensato.-
Brawl mosse gli occhi verso Swindle e ghignò quando il volante fece lo stesso. I due continuarono a conversare con gli occhi, mentre Swindle li guardava infastidito e, dopo alcuni secondi, grugnì e poggiò la testa sul tavolo.
-Odio quando fate così.-
Brawl aprì la bocca per rispondere, ma in quel momento la porta d’ingresso scivolò aperta e chiusa, seguita da una voce famigliare.
-Ragazzi.-
-Ons!-
Vortex lasciò cadere il datapad sul tavolo e saltò in piedi sulla sedia, pronto a saltare giù, ma venne fermato da Onsalught con una carezza sulla testa. Il mech spostò lo sguardo sugli altri.
-Non avete ancora cenato?-
Blast Off si avvicinò e gli porse un cubo, mettendone uno davanti a Vortex e indicando al mechling di sedersi.
-Stavamo aspettando te. Swindle, non provarci.-
Swindle guaì sorpreso e alzò la testa.
-Non stavo facendo niente.-
Il volante sbuffò e, dopo aver riposto il datapad lasciato sul tavolo nel suo scaffale della libreria, mise due cubi davanti a Swindle e Brawl, sedendosi poi col suo .
-Sì, come prima.-
Onslaught si sedette e guardò i due, poi prese un sorso di energon.
-Cos’ha combinato?-
-Niente!-
Brawl poggiò la testa sulla mano e guardò il mechling, un sorriso schernitore sul viso.
-Chissà perché ho la sensazione che tu stia mentendo.-
In risposta Swindle mosse in un gesto vago una mano e alzò gli occhi.
-Stavo ripassando. Ve l’ho detto, no, ho una prova difficile.-
-Mi fai vedere allora il pad?-
-Eh? Quale?-
-Quello dove stavi scrivendo per un groon. E non provare a dire che stavi facendo i compiti. So che li hai finiti qualche groon fa.-
Swindle guardò la mano di Blast Off, tesa davanti a lui e muoversi in un gesto di sbrigarsi, poi il suo viso.
-E perché?-
-Voglio vedere cos’altro hai cancellato.-
Onslaught poggiò il cubo sul tavolo e guardò Swindle negli occhi. Brawl sogghignò da dietro il suo cubo, ben sapendo che quando il maggiore dei cinque faceva quello sguardo, era molto difficile mentirgli. Ma era divertente vedere Swindle continuare a farlo.
-Hai cancellato qualcosa dai tuoi compiti?-
-Non dai compiti.-
Swindle ringhiò a bassa voce quando Blast Off gli anticipò la risposta, e storse la bocca in una smorfia.
-Un errore, tutto qui.-
-Ugh. Meh-
L’attenzione dei quattro si spostò sul più giovane, che fino in quel momento stava bevendo in silenzio e con gusto il suo energon. Qualche goccia però gli era sfuggita e aveva creato una scia appiccicosa sul mento. Onslaught prese i fogli abrasivi che Blast Off gli passò e iniziò a pulire il mechling, ignorando le sue proteste; quando parlò di nuovo era però rivolto a Swindle.
-Uh uh. E dov’era l’errore?-
Swindle borbottò qualcosa e Blast Off di rimando sussurrò a denti stretti, ma l’unico a sentirlo fu Onslaught, che si raddrizzò e gli lanciò un’occhiata ammonitrice. Blast Off si ritrasse leggermente, scrollò le spalle e tornò a bere dal suo cubo.
-Parla ad alta voce, Swindle.-
Swindle iniziò a picchiettare le dita su un lato del cubo, poi sul tavolo. Brawl nascose una risata bevendo un po' di energon. Sapeva benissimo che temporeggiare quando Onslaught voleva sapere qualcosa non funzionava. E infatti la voce del maggiore non tardò a farsi sentire.
-Swindle, non voglio ripetermi.-
-Aaah! Va bene, va bene, parlo!-
Onslaught finì di pulire Vortex e si voltò completamente verso Swindle, le sopracciglia alzate. All’invito retorico di riusare quel tono, il mechling giallo distolse lo sguardo.
-Il testo che ci ha dato la prof spiega dei procedimenti sbagliati per risolvere alcuni problemi. Visto che si è rifiutata di darci quelli giusti, li ho cercati nel database.-
-E cosa hai cancellato?-
-…-
-Se non lo dici tu, lo faccio io.-
Swindle lanciò un’occhiataccia a Blast Off e parlò di nuovo.
-I procedimenti sul libro…-
-Fammi vedere.-
Swindle esitò per qualche secondo, poi passò il datapad a Onslaught.
Il mech lesse in silenzio, incurante dello sguardo ansioso di Swindle. Quando alzò la testa i suoi occhi, con una famigliare nota severa, incrociarono quelli del fratello.
-Hai cancellato due capitoli interi, e riscritti completamente.-
-Erano quelli con i procedimenti sbagliati. All’inizio pensavo di dover correggere solo alcune parti, poi ho notato che era tutto sbagliato.-
-E perché hai riscritto i capitoli? Ti bastava prendere degli appunti.-
-Per comodità? Non guardarmi così, i miei appunti sono un casino…-
-Certo…Lo hai detto alla professoressa che ben due capitoli erano sbagliati?-
-Sì, e ha insistito che quelli erano i giusti procedimenti, anche quando le ho mostrato le formule e gli esercizi.-
Onslaught sospirò e diede a Swindle uno dei suoi sguardi ammonitori. Il mechling in risposta sbuffò e incrociò le braccia.
-Hai fatto bene a cercare i giusti procedimenti.- Si fermò, porgendo il datapad a Swindle.
-Ma cancellare due capitoli interi è esagerato, e sbagliato. Voglio però sapere una cosa. Cosa ti ha detto la professoressa quando le hai fatto notare la cosa?-
-Che me lo stavo inventando e dovevo attenermi a quello che il testo spiegava.-
-Scusa eh, ma non ha dato retta a te, il migliore della classe?-
-Evidentemente sono bravo solo quando non faccio notare errori nei testi, Brawl, non lo sapevi?-
Brawl diede una spinta a Swindle con una mano. Era pronto a rispondere con una sua battuta e a sfidarlo nel riusare quel tono sarcastico quando Onslaught lo fermò con un cenno di una mano e si rivolse a Swindle.
-Un’altra cosa. Perché hai cancellato e riscritto i due capitoli quando potevi prendere appunti su un pad vuoto? E non riusare la scusa degli appunti in disordine.-
-Non ne avevo uno vuoto.-
-Uh uh. E perché non ne hai comprato uno? O non hai chiesto a me o a Blast Off o a Brawl di comprartelo?-
-Costano e non volevo disturbarvi.-
-…-
-…-
-Vuoi che risponda o hai capito da te che quello che hai detto è una stupidaggine? Blast Off, hai per caso un datapad vuoto che non ti serve?-
Onslaught mantenne lo sguardo di Swindle mentre parlava, notando come la ruota della spalla destra si mosse leggermente all’indietro; ad eccezione di quello però il mechling rimase impassibile, anzi, era tornato a guardare l’olovisore.
-Più di uno e di formati diversi. Come ti serve, Swindle?-
Entrambe le ruote si mossero all’indietro, e prima che Swindle potesse rispondere, Onslaught gli diede un altro dei suoi sguardi.
-Recupera i file e scrivi i procedimenti giusti sull’altro pad-.
-Ugh, va bene.-
-Stai facendo una scenata. Non è da te.-
-Scusami tanto, Blast Off, se mi dà fastidio che la mia professoressa si rifiuta di ammettere che il testo che ci ha dato ha molti errori e si ostina a farci studiare lì! Alcune parti non hanno proprio senso!-
Onslaught sospirò, ma non riprese il mechling, dando spazio a Blast Off a farlo; tornò invece a bere il suo energon.
-Hai provato a parlare con la direttrice?-
-…Oh-
-La cosa più logica da fare e lui dice “oh”.-
-Blast Off…-
-Andiamo Onslaught, lo hai pensato anche tu.-
-N non ci avevo pensato, ok?!-
-Sì, perché non era perché temevi che, se l’avessi fatto, i tuoi compagni di classe ti avrebbero preso in giro.-
-Uh, correzione, non l’avrebbero fatto.-
-Cosa pretendi, quando sono invidiosi di uno più bravo di loro, fanno così-
-E lui sa di che sta parlando.-
-Zitto Brawl.-
-Certo…-
Il mech verde fece un verso sorpreso al tono dell’altro.
-Swin, mi sorprende che tu non sappia cosa ha fatto Blast Off quando era più piccolo.-
Swindle si voltò completamente verso Brawl, un luccichio malizioso nei suoi occhi viola che non passò inosservato agli altri fratelli.
-Oh, riconosco questa voce. Dimmi tutti i particolari!-
Brawl si portò il cubo alla bocca, nascondendo un ghigno.
-Con piacere! Aveva più o meno la mia età, e nella sua classe c’era un tizio a cui stava sui bulloni…-
-Ugh Brawl, stai sul serio tirando fuori questa storia?-
Brawl ignorò Blast Off; era difficile trovare qualcosa di cui Blast Off si vergognasse, e Brawl non poté fare a meno di lanciargli uno sguardo divertito e un ghigno. Prima di continuare il suo racconto, però, vide Onslaught incrociare le braccia. Non sapeva se era perché sapeva quello che stava per dire o perché non conosceva l’episodio.
“Oh, ‘bè.”
-Questo tizio continuava a rompere. Gli modificava i compiti, lo incolpava di disturbare la lezione. Per non parlare durante le prove. E ogni volta che Blast Off diceva qualcosa ai professori, dicevano che stava solo scherzando.-
Swindle indicò il volante, una nota sarcastica nella voce.
-Stiamo parlando di Blast Off. Come minimo gli avrà commentato sulla finitura.-
-Sì, questo lo pensi te. Blast Off fa l’altezzoso, ma tra noi è il più str- Brawl si fermò al veloce e basso ringhio di Onslaught. Al cenno di questi con la testa verso Vortex, gli occhi di Brawl si allargarono. In quei vorn aveva imparato a decifrare alcuni dei ringhi di Onslaught. E quello significava “Continua quella parola e se la ridice vedrai che ti faccio.”.
-Cos’è Blast Off?-
Brawl si ritrasse. Ovviamente Vortex doveva chiedere, di tutto il racconto, qual era quella parola.
-U un str…stra…strafottente!-
-E che significa?-
-Uh, che è…-
-Mi avevi quasi sorpreso con l’uso di questa parola, ma vedo che non mi deludi. Non sai nemmeno il significato.-
Brawl assottigliò gli occhi alle parole del mech marrone e lo indicò al mechling.
-Vedi Blast Off? Ecco, lui è l’esempio perfetto.-
Il volante lanciò un’occhiata fredda e con un clic della lingua si rivolse a Vortex, continuando a guardare Brawl dritto negli occhi.
-Non sentirlo. Non sa nemmeno lui cosa significa, ecco perché ha detto quello.-
-EHI! Non è vero!-
-Allora digli cosa significa strafottente.-
Brawl ringhiò leggermente in risposta e guardò Vortex.
-Strafottente è chi dice di essere il migliore e superiore agli altri, quando invece non è così.-
-Notevole.-
-Se continui ti becchi un pugno.-
Blast Off scosse la testa e guardò Brawl.
-Devi fare così ogni volta?-
-Se tu continui a insultarmi, sì!-
-Tecnicamente hai iniziato tu raccontando quella storia.-
-Ma dai, è divertente!-
-No.-
-Tanto già lo sappiamo che non sei così serio.-
-Se vuoi racconto di quella volta quando ti sei-
-NO!-
-…La tua scaltrezza mi fa paura.-
-Davvero. Dimmi tutto, Blast Off!-
-Con piacere, Swindle. Potrebbe darti spunto su come fare.-
-Trattandosi di una cosa che ha fatto Brawl e conoscendoti, non so se sei sarcastico o sei serio.-
-Io invece mi chiedo ancora perché ogni volta dovete fare così. Un ciclo in cui beviamo energon normalmente è troppo difficile.-
Onslaught venne ignorato e quando Vortex cinguettò confuso gli accarezzò la testa.
-Entrambi, Swindle.-
-Eh. Comunque, dimmi. Qual’ è questo spunto?-
-Semplice. Umil-
Un sonoro rumore metallico risuonò nella stanza e Blast Off saltò leggermente, stringendo di riflesso il cubo che aveva in mano. Lanciò un’occhiata a Onslaught, seduto accanto a lui, e a denti stretti gli disse:
-E quello, per che cos’era?-
Onslaught prese un sorso di energon e gli rispose, sottolineando le tre parole con la sua tipica voce che non ammetteva repliche.
-Lo sai benissimo.-
-E dovevi darmi un-
-Oh. Ora ho capito. Non è male come idea.-
-Sì, in effetti puoi fare cos-
Brawl si interruppe sentendo un movimento sotto il tavolo, seguito subito da Swindle che guaì sorpreso.
-Ahia! Perché quel calcio?!-
Brawl iniziò a ridere nel vedere la faccia indignata di Swindle; ma le sue risate si attutirono alla voce e allo sguardo che gli stava lanciando Onslaught, e Brawl si trattenne dal mugugnare: non aveva voglia di sentire una ramanzina.
-Non prendere sul serio quello che ha detto.-
-Tecnicamente non ho detto niente.-
Al ringhio basso del mech Blast Off alzò una mano e si voltò verso l’olovisore.
-Non l’avrei mai fatto.-
Un semplice sguardo portò Swindle ad abbassare la testa, e questa volta Brawl ghignò.
- Prima di andare a dormire, recupera quei file. Poi fai presente alla direttrice la cosa.-
-Sì…-
La cena continuò senza ulteriori discussioni e continuarono a vedere il telegiornale.
Dopo aver finito di cenare Onslaught raccolse i cubi e li inserì sotto i getti per lavarli. Dopo averli messi ad asciugare si unì ai suoi fratelli sul divano, davanti all’olovisore.
-Che vediamo?-
Vortex, seduto sulle gambe di Brawl, distolse lo sguardo dall’olovisore e guardò Onslaught.
-Noi un film. Tu devi andare a dormire.-
Mettendo il broncio Vortex si voltò a guardare il fratello.
-Ma Blast Off!-
-Niente ma, Vortex.-
-Ma uffa! Perché io devo andare a dormire e voi potete guardare un film?!-
Onslaught sospirò e si sedette accanto a Brawl.
-Pochi minuti e poi a dormire.-
Vortex annuì muovendo all’unisono le pale. I quattro più grandi si scambiarono un’occhiata: ogni volta che finivano di cenare, Vortex voleva rimanere sveglio con loro. Anche quando riuscivano a metterlo a letto, il piccolo mechling si intrufolava mentre guardavano un film. La prima volta si era addormentato tra Swindle e Onslaught e tutti e quattro erano ben contenti che quella volta stavano guardando un film comico. E come per le altre volte, passati pochi minuti, Vortex si era già addormentato in braccio a Brawl. Il mech verde si alzò in silenzio e si diresse verso la stanza dei due mechling. Mise Vortex nel suo letto, spostandogli leggermente una pala che stava strusciando sulla superficie. Quando uscì dalla stanza però, si fermò e scosse leggermente la testa nel vedere i suoi fratelli. Poteva contare sulle dita di una mano le volte in cui aveva visto Swindle addormentato su Blast Off. Come se a leggergli i pensieri, il mech marrone distolse lo sguardo dall’olovisore e lo guardò.
-Non dire niente.-
Brawl sogghignò al tono rassegnato del fratello e alzò una spalla, muovendo leggermente i cingoli, e riprese il suo posto accanto Onslaught. Il maggiore dei fratelli scosse la testa, rivolta verso Swindle.
-Se era stanco poteva andare a letto.-
-E soprattutto non addormentarsi sopra di me.-
-Non so, Blast Off. A vedere Vortex e Swindle, e anche per esperienza personale, sei comodo per dormire.-
Blast Off guardò per alcuni secondi Brawl, inespressivo. Per un po' nessuno dei tre parlò, la loro attenzione tornata sul film di avventura. I due protagonisti, un mech e una femme, si erano appena rincontrati nello strano palazzo, quando Blast Off slanciò un braccio verso Brawl e gli colpì la spalla. Brawl saltò leggermente, sorpreso. Voltò la testa verso il volante e, sporgendosi su Onslaught, lo colpì in risposta sull’avambraccio. Blast Off alzò il braccio per rispondere e Braw lo imitò, pronto a prendere il polso dell’altro, quando delle famigliari mani sulle loro spalle li fermarono. All’aumento della forza ali e cingoli si mossero in fastidio, ma al ringhio ben famigliare i due si allontanarono con delle smorfie.
-Fatela finita.-
Ringhio più parole dette con tono basso. La combo che i fratelli più giovani, o meglio, tutti tranne Vortex, erano famigliari, chi di più, chi di meno. Un ringhio basso era un avvertimento per far capire che stavano disobbedendo e, nei vorn, avevano imparato a distinguere le diverse tonalità. Oltre al ringhio Onslaught usava delle frasi tipo. Non che lo fossero, ma le prime volte Onslaugth cercava di insegnare spesso qualche lezione ai tre. E visto che loro non ascoltavano, era diventata un’abitudine usarle. Anche se, rispetto al ringhio, non usava spesso quel metodo.
La combinazione dei due metodi era molto rara, e poche volte Onslaught l’aveva usata. Per lo più quando si era stancato dei loro reciproci punzecchiamenti. Era solo per questo motivo se i due litiganti si rimisero a sedere nei propri posti. Ma non prima di scambiarsi un’occhiataccia, seguita da un piccolo guaito per lo scappellotto che Onslaught diede a entrambi.
-Uh, che?-
Tre paia di occhi si spostarono su Swindle. Il mechling giallo si era semi alzato dalle gambe di Blast Off e guardava spaesato gli altri tre. Blast Off lo spinse con un dito e Swindle non oppose resistenza.
-Bene, sei sveglio. Ora smettila di usarmi come letto e vai su quello vero.-
-Sì, sì, non ti lamentare. Era comodo.-
-Ah! Visto?-
Swindle guardò i due e con la coda dell’occhio vide Onslaught portarsi una mano sulla faccia.
-Che?-
-Brawl, se non stai zitto.-
-Se non la smettete vi faccio zittire io.-
Blast Off e Brawl distolsero lo sguardo l’uno dall’altro. La combo di ringhio e parole usata due volte di fila era molto rara e, sebbene entrambi fossero troppo testardi da rinunciare nel vincere, non volevano scoprire la mossa successiva di Onslaught.
Swindle scese dal divano e si diresse verso la propria camera, continuando a guardare i tre.
-Io, non faccio domande. Vado a dormire, buonanotte.-
-Ricordati di recuperare quei file.-
Swindle si bloccò e si voltò verso Onslaught.
-Ah, vero…Lo faccio subito.-
-Fallo domani mattina, quando sei più riposato.-
-Giusto…Ok. Buonanotte.-
-Buonanotte.-
-‘Notte.-
Blast Off gli rispose con un cenno della testa e Swindle entrò nella sua stanza, la porta che scivolò chiusa dietro di sé.
I tre tornarono a guardare il film. Anche se era un genere che gli piaceva, Brawl non riusciva a concentrarsi e guardarlo: come poteva, se continuava a pensare a quel messaggio? Sentì una mano toccargli la spalla destra e si voltò, incrociando lo sguardo del fratello. Appena si voltò, notò quei occhi seri.
-Scusa Ons, hai detto qualcosa?-
-Ti avevo fatto una domanda, ma mi hai appena risposto. Cosa succede?-
-Cosa succede dove?-
-A te.-
Brawl guardò Blast Off.
-Niente?-
-Non mentire. Sei stato stranamente in silenzio a cena.-
Brawl incrociò le braccia alle parole di Onslaught, li occhi ora puntati ostinatamente sull’olovisore.
-Cosa, un mech non può bere energon in silenzio?-
-Brawl.-
Brawl sospirò e distolse lo sguardo dai due. Dopo vorn passati insieme, aveva imparato che, quando Onslaught usava quel tono, nessuno di loro riusciva a mentire.
-È che oggi mi hanno inviato un messaggio…-
Vedendo che i due lo stavano ascoltando attentamente, Brawl sospirò di nuovo e continuò.
-Pensavo fosse dall’accademia, ma è dall’ufficio.-
-Cosa hanno detto?-
-Ecco, non. Non l’ho capito.-
Blast Off scosse la testa ma non commentò, mentre Onslaught allungò una mano in una richiesta silenziosa. Brawl non tentennò e prese dal subspace il suo datapad, cercò il messaggio e lo passò al fratello. Blast Off si sporse per leggere e, quando finì, guardò dritto negli occhi di Brawl.
-Non li hai chiamati per chiedere spiegazioni?-
Brawl lo guardò e si raddrizzò.
-Io…Non ci avevo pensato.-
Onslaught sospirò e ridiede il datapad al mech verde.
-Domani andiamo all’ufficio. Blast Off, suppongo tu voglia venire.-
-Naturalmente.-
Detto quello il volante si alzò in piedi.
-Vado a dormire. Buonanotte.-
Dopo che la porta si fu chiusa alle sue spalle, i due mech rimasti nella cucina-salotto tornarono a guardare il film. Ripensando alle parole di Blast Off, Brawl non poté fare a meno di sbuffare: non era colpa sua se non aveva pensato di contattare l’ufficio per chiedere spiegazioni. Appena aveva visto quel messaggio aveva pensato soltanto che non avevano accettato la sua iscrizione.
-Non preoccuparti.-
Brawl aprì di scatto gli occhi e si voltò a guardare Onslaught. Il mech ricambiò lo sguardo e gli mise una mano sulla spalla.
-All’ufficio ci spiegheranno tutto.-
Brawl sorrise. Aveva continuato a pensare al messaggio e al suo motivo finché Onslaught, come si aspettava, aveva risolto subito il problema. Non si spiegava perché era così preoccupato di mostrare il messaggio ai suoi fratelli.
-Sì. Lo so.-
Onslaught non rispose, ma dopo alcuni secondi gli diede delle pacche sulla schiena.
-Smettila di far finta di non avere sonno e vai a dormire.-
Brawl rise, fermandosi subito all’occhiataccia che gli stava lanciando Onslaught per il tono alto e, dopo che il maggiore spense l’olovisore, i due entrarono nella loro camera.

 

Erano passate diverse ore da quando i cinque erano andati a dormire, e per l’ennesima volta il mech si rigirò nel letto. Era talmente frustrato che per evitare di urlare e svegliare i suoi fratelli si era rimesso la maschera.
“Che scoria…” Odiava quando aveva sonno e non riusciva a dormire. Guardò di lato, dove si trovavano i letti di Onslaught e Blast Off. Li guardò dormire quasi con invidia. Dopo alcuni minuti, in cui si rigirò nel letto altre sei volte, Brawl si alzò e uscì dalla stanza. Avanzò tranquillo nel buio, avendo imparato a memoria la disposizione dei mobili, e con il passo più leggero con cui poteva camminare si diresse verso il divano. Accese l’olovisore, l’audio abbassato al minimo, e si sedette, scorrendo i diversi canali. Si tolse la maschera e ringhiò quando non trovò niente di interessante. Appena lo fece guardò la porta della sua camera, e quando vide che Onslaught non lo aveva sentito, spense l’olovisore e si sporse di lato verso la libreria. Con un comando vocale accese le luci, impostandole al minimo, e cercò un datapad. Non aveva nessuna preferenza e trovato uno dal titolo intrigante, iniziò a leggere. Era arrivato a metà del primo capitolo quando sentì una porta scorrere aperta, poi chiusa. Batté il viso sul datapad. In quel momento non aveva proprio voglia di sentire una ramanzina. Forse nemmeno Onslaught voleva farla.
-Brawl?-
Brawl alzò la testa. Quella voce era troppo squillante per essere di Onslaught. E infatti il mechling, sulla soglia della porta della sua stanza lo stava guardando assonato.
-Vortex? Che c’è?-
Vortex non rispose e si avvicinò a passi veloci verso il fratello. Vedendolo Brawl assottigliò gli occhi: da quando aveva imparato a volare, Vortex percorreva le piccole distanze solo in quel modo, e quando gli dicevano di non farlo, lui correva. Il mechling arrivò accanto a lui e prima che potesse arrampicarsi sul divano Brawl lo prese da sotto le braccia e lo fece sedere sulle sue gambe, sorridendo leggermente quando l’altro strofinò il viso sul suo petto.
-Mi dici perché sei sveglio?-
-Niente. Perché tu sei sveglio?-
-Ah ah, non rigirare la cosa!-
Vortex sbuffò e incrociò le braccia.
-Ho detto che è niente. E anche tu sei sveglio. Perché tu me lo puoi chiedere e io no?!-
Anche se era sorpreso che il mechling stesse usando un tono basso, l’impertinenza del più piccolo iniziò a infastidirlo; ed era pronto a riprenderlo quando si trovò davanti il datapad che aveva poggiato sul divano e Vortex guardarlo.
-Mi leggi qualcosa?-
-Ugh, Tex…-
-Per favore?-
I due si fissarono per alcuni secondi, e Brawl sentì un po' di seccatura scivolargli via. Grugnendo prese il datapad dalle mani del mechling.
-Va bene. Ma poi mi rispondi!-
Si sporse con una mano verso la libreria e rimise su uno scaffale il datapad, bilanciando con l’altra mano Vortex sulle sue gambe.
-Che fai?-
-Prendo un datapad adatto a te. Questo no. No. Questo nemmeno…Questo perché è qui?! No, no. Ah, eccone uno!-
Brawl prese il datapad e lo accese, portando una braccio intorno a Vortex, e iniziò a leggere.
Dopo circa mezz’ora, a metà della storia, Brawl notò come il volante si stava dondolando assonato; il mech, con un mezzo sorriso, spense il datapad e lo mise sul divano. Appena lo fece Vortex si drizzò e premette le mani sul braccio del fratello e iniziò a scivolare dalla sua gamba.
-Ah! Vortex!-
Preso alla sprovvista Brawl quasi non si rese conto di aver urlato e guardò la porta della sua camera, aspettandosi che Onslaught, o Blast Off, sarebbe uscito. O entrambi. Alcune volte gli sembrava che i due si mettessero d’accordo per rimproverarlo. Quando vide la porta rimanere chiusa, riportò seduto sulle sue gambe Vortex e guardò in basso. E notò le pale abbassate, come se il mechling avesse paura.
“E stanno anche tremando…”
-Tex, hai avuto un incubo?-
-No.-
Brawl prese Vortex da sotto le braccia e lo girò verso di lui, guardandolo dritto negli occhi.
-Hai avuto un incubo.-
Brawl osservò con la coda dell’occhio le quattro pale tintinnare una sopra l’altra, ma anche così Vortex tenne il suo sguardo. Brawl dovette trattenersi dal complimentare il suo coraggio.
-Era brutto?-
-Non lo so.-
-Come non lo sai?!-
-Non me lo ricordo più.-
-Ok…Vuoi tornare a letto?-
-Posso dormire con te?-
Brawl iniziò a muoversi a disagio sotto quello sguardo luccicante. Onslaught aveva detto di non viziarlo troppo e di essere fermi nelle decisioni. Ma come poteva dire di no a quegli occhi? Non voleva, e anche il contrario, non ci sarebbe riuscito. Per quel motivo si alzò, Vortex in braccio, e si diresse verso la camera dei suoi fratelli.
Camminò lentamente, cercando di non svegliare Swindle, e si sdraiò sul letto di Vortex. Il mechling era palesemente contento e Brawl si sentì come preso in giro. Non sarebbe stata la prima volta che Vortex escogitava qualcosa per dormire con loro o per non essere sgridato. Ma quando alzò la testa e vide le pale ancora abbassate in quella posizione e sentì il leggero tintinnio, capì che il mechling aveva effettivamente paura. Brawl mise il volante sul suo petto, ma Vortex si divincolò leggermente da sotto le sue braccia e si spostò sulla spalla dell’altro.
-Vuoi dormire così?-
-Mh mh.-
-Contento tu.-
Brawl gli accarezzò la testa e aspettò che si rilassasse, guardando come lentamente le quattro pale si spostarono dall’essere sovrapposte. Brawl lanciò un’occhiata a Swindle: il mechling stava dormendo profondamente, un braccio penzoloni, con in mano un datapad, e l’altro sulla pancia. Quando sentì Vortex strofinare la testa sul suo collo, Brawl spostò lo sguardo su di lui.
-Buonanotte Tex.-
-‘Notte…-
In pochi secondi il mechling si addormentò, e Brawl si rilassò, sentendo i leggeri ronzii dei due piccoli transformer.

 

Una mano continuava insistentemente a toccargli una guancia. Una, due, tre volte. Voltò la testa di lato con un basso ringhio. Sentì uno sbuffo e poi di nuovo la mano a picchiettare sull’altra guancia. Mosse una mano in quella direzione e aprì gli occhi, guardando dietro di lui.
-La vuoi finire?-
-Buongiorno anche a te.-
Brawl guardò scocciato Swindle; sogghignò leggermente quando lo vide raddrizzarsi e allontanarsi dal letto: gli altri sapevano che non era un tipo mattiniero.
-Ehi, non guardarmi così, me l’ha detto Onslaught di svegliarti.-
-Ugh, è già mattina? Uh? Dov’è Vortex?-
-Di là a fare colazione.-
Brawl lo guardò uscire dalla stanza e, dopo alcuni secondi, si sedette sul letto, poggiando le braccia sulle ginocchia. Guardò il muro di fronte a sé, scosse la testa e si alzò.
In cucina si diresse dritto allo scaffale dove tenevano l’energon. Mentre passava si scambiò un’occhiata con Blast Off, seduto al tavolo a bere il suo cubo; accanto a lui Vortex stava bevendo il suo, e Swindle, seduto di fronte a loro, aveva il cubo in mano e stava guardando svogliato l’olovisore, facendo zapping tra i canali.
“Ancora non mandano le notizie d’economia.”, Brawl pensò divertito e scosse la testa. Fece un cenno a Onslaught, appoggiato al mobile. Dopo aver riempito un piccolo cubo con dell’energon, Brawl si appoggiò allo scaffale. Per alcuni minuti nessuno parlò, l’unico rumore quello dell’olovisore. Il mech verde spostò lo sguardo su Vortex, cercando i segni dell’incubo, e vedendo che il mechling stava bevendo il suo energon tranquillamente, grugnì soddisfatto. Prese un sorso dal suo cubo, lasciando che il sapore famigliare lo svegliasse completamente, e si voltò verso Onslaught.
-Ons, a che ora apre l’ufficio?-
-Fra un po'. Usciamo appena finito di fare colazione, così da non trovare fila.-
-Uh? Dove dovete andare?-
Swindle distolse lo sguardo dall’olovisore e guardò i due. E Brawl sapeva, vedendo quei occhi viola, che il mechling sapeva. Non sapeva quanto, ma sapeva. Il mech spostò velocemente lo sguardo su Vortex. Se Swindle aveva il sospetto che stava nascondendo qualcosa, Vortex non sarebbe rimasto indietro, ma a differenza dell’altro mechling, avrebbe iniziato a fare domande. Invece di rispondere a Swindle, prese un sorso del suo cubo; sentì Blast Off sbuffare, ma prima che Brawl potesse rispondere di rimando al volante, Onslaught parlò:
-Dobbiamo andare all’ufficio iscrizioni.-
Quelle parole ebbero l’effetto che Brawl si aspettava: appena Onslaught le disse, Swindle si raddrizzò sulla sedia. Spostò lo sguardo su Blast Off, poi Brawl e Onslaught, per poi tornare su Brawl.
-Qual è il problema? Pensavo avessi dato tutti i documenti.-
Brawl in risposta mosse una mano in un gesto vago.
-L’ho fatto. Ma mi hanno inviato un messaggio…Hanno detto solo che c’è un problema, ma non quale.-
Swindle assottigliò leggermente gli occhi, ma tornò a guardare l’olovisore.
-Ok.-
-Non sappiamo quanto ci impiegheremo. Ti chiameremo non appena abbiamo fatto.-
-Sì..Ehi Tex, per un po’ siamo solo io e te.-
Nel sentire il suo nome Vortex distolse lo sguardo dall’olovisore, e dal cartone che stava trasmettendo, e guardò Swindle; aveva entrambe le mani intorno cubo e lo staccò dalle labbra per parlare.
-Dove andiamo?-
-Mmh, non so.-
Blast Off poggiò il suo cubo sul tavolo e li guardò.
-Vicino l’ufficio c’è un piccolo giardino di cristalli. Potreste andare lì.-
-Eh, davvero? Non erano solo per i quartieri alti?-
-Tecnicamente sì. Il consiglio di quel quartiere ha preso tutto da Praxus, soprattutto i cristalli. Sono belli, ma è una spesa inutile, essendo estremamente costosi. Gli hanno presi solo perché danno l’illusione di essere importanti.-
-Ti dirò, hanno un che di affascinante. Vorrei averne uno.-
-E dove vorresti metterlo?-
Swindle guardò Onslaught e alzò un dito verso di lui.
-In terrazza.-
Brawl sbuffò una risata e si sedette al tavolo.
-Ti voglio proprio vedere portarli lì sopra.-
-Ma come, vuoi farti fuggire un’occasione per allenarti.-
-Lo puoi fare benissimo tu.-
-Sei tu il fissato con il sollevamento pesi.-
Brawl ringhiò qualcosa e Swindle gli lanciò un sorriso strafottente.
-Swin Swin, ci andiamo?-
I quattro transformer si voltarono verso il più giovane.
-Perché no. Scommetto che ti piaceranno!-
I cinque finirono il loro energon e in pochi minuti uscirono dal loro appartamento.
L’ufficio iscrizioni distava alcuni isolati dal loro e il modo più veloce per arrivarci era con un treno.
Arrivati a destinazione, e usciti dalla stazione, si trovarono in una piazza immensa, circondata da palazzi altissimi e ponti che collegavano il quartiere ai livelli più alti della città. Il palazzo con gli uffici iscrizioni del loro quartiere non era molto distante dalla stazione e dopo circa quindici minuti arrivarono di fronte alle scale che portavano al ponte di entrata. Onslaught si girò verso Swindle e Vortex, che Blast Off aveva fatto scendere dalle sue spalle.
-Il giardino è proprio qui dietro, dietro quei stand. Vi chiamiamo quando abbiamo finito. Non andate a gironzolare, chiaro?-
Swindle incrociò le braccia.
-Siamo confinati in quel giardino allora?-
-Se vuoi metterla così, sì.-
-Andiamo, Onslaught! Non possiamo rimanere lì per ore.-
Brawl, mentre i due continuavano a discutere, si scambiò un’occhiata con Blast Off e gli sussurò:
-Non ha tutti torti.-
Blast Off sbuffò e aprì la bocca per rispondergli, ma la richiuse; dopo alcuni secondi parlò, e nella sua voce c’era una leggera nota sarcastica.
-È sorprendente come Swindle continui a disobbedire a Onslaught.-
-È sempre stato così. No?-
-Eh, dopo tutti questi vorn ancora non impara.-
La loro attenzione venne riportata sui loro fratelli e videro Onslaught incrociare le braccia.
-Swindle, è una parte del quartiere che non conoscete, rimanete li. Se vi annoiate, potete venire qui e aspettarci.-
-Ok…-
-Swindle, andiamo?!-
Vortex volò dal suo posto vicino Blast Off verso Swindle.
-Ehm ehm.-
Swindle guardò Blast Off e seguì con lo sguardo cosa stava indicando. Il mechling giallo fece una mezza smorfia esasperata e mosse le sue ruote anteriori leggermente all’indietro, ignorando lo sguardo irritato del volante, ma invece di replicare con una battuta, obbedì a Blast Off e prese la mano di Vortex nella sua. Il piccolo volante alzò lo sguardo su di lui, confuso; si voltò poi a verso gli altri.
-Ciao!-
-Ciao! Divertitevi al giardino!-
Swindle mosse una mano in saluto e Vortex rispose a Brawl.
-Dopo ti dico com’è!-
Brawl li vide camminare, e quando vide davanti a sé solo la folla di transformer sul ponte, si avvicinò agli altri. Onslaught lo guardò per alcuni secondi, poi si voltò verso il ponte e iniziò a camminare.
-Andiamo.-
Mentre percorrevano il ponte Brawl alzò la testa, osservando il palazzo che si stagliava di fronte a lui. La sua grandezza, l’altezza, le decorazioni della facciata, emanavano quel senso di potere che metteva soggezione. E Brawl non si sentiva molto a suo agio con quella sensazione. Sentì qualcosa strusciargli il braccio. Il mech voltò la testa e incrociò lo sguardo di Blast Off.
-Smettila di pensarci e cammina.-
Non disse altro, ma oltrepassò Brawl e raggiunse Onslaught, poco più avanti. Brawl lo guardò confuso per qualche secondo, poi ringhiò a bassa voce. Odiava quando Blast Off si comportava in quel modo: agiva come se sapesse sempre cosa gli altri stessero pensando. Certo, anche Brawl, dopo i vorn passati insieme, poteva riconoscere alcune volte cosa uno dei suoi fratelli stesse provando, grazie a diversi fattori; ma non pretendeva di leggere nella loro mente come Blast Off; nemmeno con Vortex Brawl riusciva a farlo, e trovava abbastanza facile leggere i movimenti delle sue pale. Brawl scosse la testa e si affrettò a raggiungere gli altri due mech.
Dopo alcuni metri, scesi una serie di scalini, arrivarono di fronte il portone. L’interno rispecchiava l’esterno, ed era esattamente come se lo ricordava. Un atrio immenso era la prima cosa che si vedeva una volta entrati. Diversi bivi partivano dall’atrio, talmente lungo che, da dove si trovava, Brawl non riusciva a capire se la parete in fondo era un continuo dell’atrio o uno specchio. Sulle pareti laterali, ad eccezione di quella di destra vicino l’entrata che era occupata dai tavoli della portineria, erano occupati da ascensori. Dei segnali in alto portavano le direzioni per le diverse zone del palazzo. L’ufficio iscrizioni si trovava al piano terra e, come la prima volta in cui si era recato lì, entrarono nel secondo corridoio sulla destra. Era lungo all’incirca la metà dell’atrio, e diverse porte fiancheggiavano le pareti. Superarono le prime porte ed entrarono nella quattordicesima. A differenza del resto dell’edificio, quella stanza era molto piccola, più del loro soggiorno. Dietro un bancone c’era una femme, la quale, quando i tre entrarono, alzò lo sguardo e sbuffando mise via qualcosa. Brawl sentì accanto a lui Blast Off irrigidirsi e il mech verde, riconoscendo che l’altro era irritato dal gesto della femme, nascose un sogghignò dietro la maschera, osservando come invece Onslaught si avvicinò al bancone.
-Cosa volete?-
-Buongiorno.- Onslaught enfatizzò la parola. - Ieri è stato inviato un messaggio a mio fratello, riguardo la sua iscrizione all’accademia. Vi è scritto che non può essere effettuata, ma non è specificato il motivo.-
La femme sbuffò leggermente e si voltò verso un computer.
-Nome?-
-Brawl di Kalis. -
Per alcuni secondi nessuno parlò, poi la femme alzò lo sguardo.
-Sì, eccolo. C’è scritto che, poiché non avete inviato tutti i documenti, l’iscrizione non è valida.-
Brawl assottigliò gli occhi dietro il visore e avanzò un piede, ma venne fermato da un braccio marrone; alzò lo sguardo verso il fratello, ma Blast Off teneva lo sguardo fisso sui due transformer al bancone.
-Ci deve essere stato un errore, abbiamo inviato tutti i documenti necessari.-
-Ne è certo?-
Onslaught si irrigidì in un tipico e famigliare gesto che non passò inosservato ai suoi fratelli.
-Sì.-
Il basso ringhio risuonò nella stanza, e la femme lo guardò impassibile. Poi sospirò di nuovo e tornò a guardare lo schermo del computer. Per alcuni minuti nessuno parlò e Brawl sentì un famigliare senso di fastidio misto a impazienza; guardò i suoi fratelli. Entrambi si erano irrigiditi a quell’atteggiamento.
“Per lo meno non sono l’unico…”
Dopo qualche minuto la femme tornò a guardare Onslaught.
-Qui dice che manca un certificato dalla città natale.-
-Che?!-
La voce sorpresa di Brawl risuonò nella stanza. La femme gli lanciò un’occhiata scocciata, per poi spostare lo sguardo sul mech di fronte a lei quando questi picchiettò un dito sul bancone.
-Potrebbe dirmi di quale si tratta e come lo posso ritirare?-
La femme tornò a leggere qualcosa sul suo computer.
-Mh…Di norma, in caso di adozione, viene inviato dall’ufficio della città natale al suo omonimo qui, ma non è fondamentale. In questo caso-
-È uno scherzo.-
Tre paia di occhi si posarono su Brawl ma, prima che il mech verde potesse rendersene conto, sentì Blast Off prenderlo per un polso .
-Ma che, Blast Off!-
Blast Off non gli rispose ma continuò a camminare, uscendo dalla stanza ed entrando nell’atrio, ignorando gli sguardi dei vari transformer, e condusse il fratello fuori dal palazzo. Solo dopo aver raggiunto le scale a inizio del ponte Blast Off lasciò il polso di Brawl e si voltò a guardarlo. Il mech verde ringhiò, lasciando che i cingoli ruotassero sulle sue spalle.
-Ma che cavolo ti è preso?!-
-Finiscila.-
Brawl guardò stupefatto il volante.
-Che?! Non trattarmi come se fossi ancora un mechling!-
-Sei ancora alla scuola secondaria. Lo sei, quindi posso.-
-Ugh, vabbè. Ma perché cavolo lo hai fatto?! Volevo sentire.-
-Dovevi farlo in silenzio. Questo non è luogo dove tu possa ribattere in quel modo.-
Blast Off guardò attentamente il fratello. Poteva già sentire la rabbia aumentare nel mech verde.
-E come dovrei reagire secondo te?! Quella femme-
-Stai confermando il motivo per cui ti ho portato qui fuori. E abbassa la voce. Questo non è l’atteggiamento per la burocrazia…Lascia che se ne occupi Onslaught.-
-Certo, devo stare qui ad aspettare.-
-Non ce n’è bisogno, Brawl.-
-Onslaught!-
Blast Off e Brawl si voltarono verso il mech, che si stava avvicinando a loro.
-Allora? Quale documento serve?-
Onslaught non gli rispose subito, ma mise una mano ferma e forte sulla spalla del più giovane.
-Brawl, voglio che tu mi ascolta attentamente, senza interrompere. Va bene?-
Brawl notò il tono serio dell’altro e annuì, anche se non sapeva se sarebbe riuscito a non parlare. Ma la voce di Onslaught aveva uno strano tono che non aveva mai sentito nell’altro transformer.
-Quando abbiamo compilato i moduli per le adozioni, dei certificati sulle specifiche tecniche, per le scorse leggi, non erano necessari. Ma ora lo sono anche per le iscrizioni nelle accademie.-
-Allora non c’è problema! Ce li facciamo dare e così posso iscrivermi!-
-Brawl.-
Brawl guardò Onslaught, perplesso dal suo tono. Prima che potesse chiedergli perché, l’altro parlò.
-Quello non è il problema. Quei certificati ora sono importanti e-
-Accidenti…-
Brawl si voltò, lasciandosi sfuggire un verso confuso, verso Blast Off, il quale si era portato una mano sulla faccia, e quando Onslaught aumentò la presa sulla sua spalla si voltò di nuovo a guardarlo.
-Sono ora importanti per le adozioni. E quelle già fatte e che mancano di questi certificati.- Onslaught si fermò e guardò attentamente Brawl. -Vengono annullate…-
-Che…-
Brawl si irrigidì e non riuscì a fermare i cingoli dal cigolare.
-Ons?-
Onslaught portò entrambe le mani sulle spalle dell’altro e le strinse in un gesto confortante.
-Ascoltami. Tornati a casa contatterò subito l’ufficio a Kalis. Non permetterò che della burocrazia dica che tu non sia nostro fratello. Chiaro?-
Brawl annuì, preferendo non parlare, e abbassò lo sguardo. Onslaught gli accarezzò la testa con una mano e Brawl non poté fare a meno di porgersi verso di lui.
-Sì…-
Onslaught gli colpì delicatamente una guancia e si raddrizzò. Brawl aprì la bocca per dire qualcosa, si voltò anche verso Blast Off, rimasto in silenzio ad eccezione di quel commento, ma in quel momento sentì dietro di lui una voce famigliare.
-Ehi, ragazzi!-
I tre mech si voltarono e videro Swindle e Vortex a qualche metro da loro, sul ponte. Il mechling rosso e dorato, appena li vide, iniziò a correre e, arrivato agli scalini, saltò di fronte Blast Off. Swindle li guardò e storse la bocca, ma prima che potesse dire qualcosa, Onsalught oltrepassò Brawl e parlò:
-Vi siete stancati?-
-Ahahah. Non io. Si è stancato.-
Il mechling alzò una mano e spinse delicatamente Vortex, di fronte a lui, su una spalla. Quello si voltò, il visore illuminato in indignazione e le pale alzate a metà.
-Non mi sono stancato, volevo vedere cosa stavano facendo!-
-Uh uh. Certo. Avete fatto?-
-Non del tutto.-
Swindle inclinò leggermente la testa, ma prima che potesse parlare Onslaught lo anticipò.
-Ti spieghiamo più tardi. Blast Off, quel posto è qui vicino?-
-…Sì, dobbiamo solo svoltare a destra a quell’incrocio.-
Il volante indicò un punto alla sinistra, verso una strada costeggiata da negozi.
-Che posto? Non dovevamo andare a casa?-
-Perché a casa?-
Onslaught scosse la testa alle parole di Brawl e abbassò lo sguardo, incrociando il visore di Vortex.
-Dobbiamo fare una cosa a casa. Ma prima voglio portarvi in un posto.-
-Dove, dove?-
-Non sa dove andare e saltella così-
Vortex spostò lo sguardo su Blast Off. Poi balzò in avanti, le pale alzate e le braccia aperte; colpì con una punta di una pala un’ala di Blast Off. Ma prima che potesse correre avanti, l’altro volante allungò una mano e lo prese per il rotore, alzandolo e portandolo davanti la sua faccia. Vortex dondolò leggermente e sorrise.
-Ciao.-
Blast Off sbuffò una risata e scosse la testa. Alzò il braccio con cui teneva Vortex, lo fece sedere sulle sue spalle e iniziò a camminare.
-Dovrei usare anch’io quel metodo.-
-No, non puoi, sei troppo basso.-
Swindle si voltò lentamente verso il fratello, continuando a camminare.
-Non sono troppo basso per farti lo sgambetto, sai.-
-Mph. E tu provaci.-
-Continuate con questa scenata e vedete poi come vi divertite in punizione.-
Brawl e Swindle si voltarono verso Onslaught.
-Ha iniziato Brawl!-
-Ehi, stavo solo mettendo in risalto un piccolo difetto.-
-E dillo allora che lo fai apposta.-
Onslaught scosse la testa e raggiunse Blast Off e Vortex.
-Perché. Solo, perché?-
-Che pretendi da loro? Non riescono a non stuzzicarsi nemmeno per cinque klik.-
-Blast Off, non mettertici anche tu.-
Blast Off alzò una spalla, attento a non far cadere Vortex, il quale stava osservando con curiosità la piazza.
-Dico così solo perché ormai dovresti averci fatto l’abitudine.-
-Vuoi fare compagnia a Brawl e Swindle nella loro punizione?-
Blast Off fece una smorfia.
-No, grazie.-
-Come punizione?!-
Onslaught voltò la testa verso i due, alcuni passi dietro di loro.
-Era una battuta. Ma se continuate torniamo subito a casa.-
-Eh? No, io voglio stare ancora in giro!-
-Dipende dai tuoi fratelli, Vortex.-
Onslaught si voltò verso Brawl e Swindle, i suoi occhi a sfidarli nel dire qualcosa; i due si scambiarono uno sguardo, poi Swindle si voltò verso Onslaught e sorrise.
-Allora, dov’è che dobbiamo andare?-
-È Blast Off a conoscere la strada.-
-È qui vicino.-
-Molto eloquente.-
Brawl si chinò verso Swindle, una risata ben riconoscibile nella sua voce.
-Aspettavi altro?-
-Eh, vero.-
-Non sapete cosa significa sorpresa?-
Brawl e Swindle alzarono lo sguardo sul fratello, poco più avanti sulla strada. Quello non si era voltato, ma vedendo come Vortex si era chinato in avanti e dal suo tono incuriosito quando gli chiese a cosa si stesse riferendo, Brawl e Swindle capirono che non si erano sbagliati.
-Ma come ha fatto?-
-Non lo so, ma lo fa sempre. Avrà qualche potere?-
-No, siete voi che non sapete parlare sottovoce. Dico bene, Vortex?-
-Mh, sì, non sono uh. Com’era quella parola?-
-Discreti.-
-EHI!- -Non insegnarli certe parole!-
Onslaught scosse la testa esasperato. Lanciò un’occhiata a Brawl e si picchiettò le dita di una mano su una gamba. Ogni tanto la mano si avvicinava all’apertura del subspace, ma ogni volta si frenava dal prendere il datapad che gli avevano dato nell’ufficio. Portò invece lo sguardo sulla strada davanti a sé. I cinque erano scesi dal ponte e, seguendo Blast Off, si inoltrarono in una delle vie che costeggiavano la piazza. Erano pochi i giorni in cui tutti loro erano liberi, e di solito li passavano a casa o in un giardino vicino il loro appartamento. Ma quando qualche giorno prima Blast Off gli aveva parlato di quel negozio, i due avevano pensato di portare i loro fratelli in quel isolato. Onslaught spostò di nuovo lo sguardo su Brawl: il mech più giovane stava bisticciando con Swindle e Blast Off, ma a Onslaught non passò inosservata la tensione nelle spalle e nella torretta.
Dopo alcuni minuti i cinque arrivarono a destinazione.
Brawl e Swindle guardarono perplessi la piccola insegna luminosa, su un piccolo schermo sopra la porta, mentre dietro di loro Vortex si lasciò sfuggire un piccolo verso entusiasta.
-Non sapevo che qui ci fosse un negozio di dolci.-
-L’insegna non è molto appariscente. Mh, e sembra anche abbastanza piccolo.-
-Grazie per la tua opinione, Swindle. Mi chiedo cosa dirai una volta entrati…Non è molto famoso, ma i dolci che fanno sono ottimi.-
-Blast Off, allora fammi scendere!-
Vortex allungò la o nel nome del volante e inclinò la testa in avanti, guardando nel visore del fratello. Blast Off, grugnendo, alzò leggermente la testa e con un braccio fece scendere Vortex. Appena mise i piedi a terra, il mechling balzò in avanti, ma venne fermato da una mano sul rotore.
-Blast Off!-
-Non correre, i dolci non scappano.-
Vortex sbuffò e incrociò le braccia, arricciando le labbra in un broncio e Blast Off, scuotendo la testa, lo spinse delicatamente sulla schiena, dentro il negozio.
Brawl vide Swindle seguirli, e strinse una mano in un pugno.
“Dobbiamo tornare a casa, non pensare ai dolci.”. Si girò di scatto e si trovò di fronte suo fratello. Onslaught gli mise una mano sulla spalla e lo spinse verso la porta.
-Per il momento, non pensarci.-
-Come faccio a non pensarci?!-
Onslaught sospirò e, mettendo entrambe le mani sulle spalle dell’altro, lo fece girare verso la porta.
-Lo so, è difficile, ma proprio per questo distrarti fa bene.-
-Come fai a saperlo?! Non hai-
-Brawl.-
Brawl si bloccò al tono dell’altro. Abbassò gli occhi e sentì Onslaught passargli accanto.
-Hai ragione, non lo so. Ma so cosa si prova a essere preoccupati per qualcosa che si vuole fare da tanto tempo e improvvisamente viene bloccata. È proprio per questo che ti dico di rilassarti, almeno per un paio di groon.-
Brawl lo guardò per alcuni secondi e a fatica si trattene dal brontolare.
-È difficile però…-
Onslaught sospirò e gli mise una mano sulla schiena. Non disse niente e i due entrarono nel negozio.
L’interno rispecchiava l’esterno: una stanza non molto grande che, malgrado ogni spazio fosse occupato da scaffali ed espositori, non risultava opprimente, ma era invece confortante. Blast Off stava guardando con Vortex uno scaffale vicino l’entrata, ma Brawl non riusciva a vedere Swindle. Si inoltrò nel negozio e, dopo aver gironzolato tra i vari scaffali, iniziò a guardare dei bastoncini dietro una vetrina, quando vide davanti a un espositore poco distante suo fratello. Sogghignando dietro la maschera, si avvicinò alle spalle del mechling e si appoggiò con le braccia conserte sul più basso. Swindle guaì al peso e si inclinò in avanti.
-Hai trovato qualcosa di interessante?-
-E spostati…Queste sfogliette sembrano intriganti.-
Brawl non si spostò, ma si sporse leggermente in avanti con la testa, leggendo l’etichetta sotto una scatola.
-Al gusto di zinco. Mai sentite.-
-Già. Sono curioAH!-
-Cos’è? Qualcosa di buono?-
Brawl abbassò lo sguardo e vide Vortex con le braccia intorno una gamba di Swindle e, alzatosi sulla punta dei piedi, stava cercando di vedere la vetrina dell’espositore.
-Cose non per te.-
Swindle mise una mano sulla spalla di Vortex e un’altra sul gomito di Brawl, cercando di spostarli, ma i due non si mossero.
-E chi lo dice?!-
-Oh, modera i toni, Tex.-
Swindle alzò leggermente la testa per guardare in fratello, il visore illuminato incuriosito, e Brawl distolse lo sguardo e lo spostò sull’espositore: non era solito riprendere in quel modo il mechling.
-Non sembra anche a voi che in questi cicli Blast Off sia più sarcastico del solito?-
Brawl e Vortex lanciarono un’occhiata a detto fratello, a qualche metro dietro di loro, poi Brawl si abbassò leggermente verso Swindle.
-Sì, ha sempre qualcosa da ridire.-
-Prima ha detto che paga lui, ma che dobbiamo prendere scatole piccole…-
-E?-
Swindle abbassò gli occhi su Vortex.
-Non ha specificato quante …-
-Quindi?-
Il mechling giallo sbuffò e batté una mano sul braccio di Brawl.
-Possiamo prendere tutte le scatole che vogliamo dei nostri dolci preferiti, genio!-
Brawl spinse Swindle e si raddrizzò, spostandosi leggermente di lato per vedere meglio l’espositore. Quando parlò, si poteva capire che stava sogghignando da dietro la maschera.
-Oh, mi piace quest’idea!-
Vortex inclinò la testa confuso.
-Ma non è quello che ci ha detto Blast Off?-
-Sì, ma non ci ha detto quante scatole, Tex.-
Swindle sogghignò e Brawl si chinò su Vortex, battendogli le mani sulle spalle.
-Tex, prendi quello che vuoi!-
-Shh! Non urlare o ci socpre!-
Il mechling sorrise e si alzò in punta di piedi, entrambe le mani appoggiate sull’espositore.
-Ricordatevi, dolci che non costano troppo, o non ce li compra!-
Vortex mise il broncio e iniziò a guardare per la stanza. Le sue pale si alzarono lentamente e, cogliendo di sorpresa i suoi fratelli, volò velocemente verso un espositore. Brawl si slanciò per prendere il mechling, seguito da Swindle, e prese Vortex da sotto le ascelle. Il mechling mosse le gambe, dimenandosi, per poi alzare la testa verso Brawl.
-Tex! Ti abbiamo già detto di non volare nei negozi!-
Vortex incrociò le braccia e si voltò verso l’espositore.
-Ma uffa…-
-Piuttosto, che hai visto?-
Alla domanda di Swindle Vortex si sporse con le braccia in avanti, prendendo una piccola scatola, e si voltò a mostrarla ai due.
-I cubotti!-
Swindle osservò la scatola: era di un leggero color arancione e dalla finestrella in vetro si vedevano dei piccoli cubi gelatinosi di vari colori.
-Lo sai che non si chiamano così, vero?-
-Sono cubotti.-
Al tono serio del mechling i due si scambiarono un’occhiata perplessa, poi Brawl alzò le spalle e, fatto scendere Vortex, prese un barattolo di bastoncini da uno dei scaffali. Swindle gli prese in un gesto rapido il polso e lesse l’etichetta.
-Mmh. Sì, il prezzo non è troppo alto.-
Brawl sbuffò divertito e prese un altro barattolo; si fermò con una mano a mezz’aria e si voltò, cercando con gli occhi la figura famigliare di Blast Off; lo trovò a osservare una vetrina mentre Onslaught, accanto a lui, stava leggendo un datapad. Con un ghignò si voltò di nuovo e incrociò gli sguardi di Swindle e Vortex.
-Ragazzi, non sta guardando. Prendete tutto!-
Vortex cinguettò entusiasta e Swindle sogghignò divertito.
Dopo alcuni minuti i tre si avvicinarono a Blast Off, il quale stava dando loro le spalle, intento a leggere l’etichetta di una confezione.
-Ehi, Blast Off. Noi abbiamo fatto.-
-Di già? Pensavo stesse ancora-
Blast Off si fermò a mezza frase quando, voltatosi, vide i tre; si portò una mano sul visore, e si voltò di nuovo verso la vetrina. Sentendo un basso ringhio scocciato, Onslaught, ad alcuni metri da lui e dopo aver rimesso il datapad nel subspace quando li aveva sentiti discutere, guardò i suoi fratelli con le braccia colme con più di una decina di confezioni.
-Perché avete preso tutti queste scatole?-
Swindle e Brawl si scambiarono uno sguardo divertito al tono rassegnato del maggiore, mentre Vortex strinse a sé le nove piccole scatole che aveva in braccio.
-Blast Off ha detto di comprare pochi dolci.-
-Esattamente. E cosa sono quelli?!-
Blast Off si tolse la mano dal visore e guardò i tre, sentendo avvicinarsi Onslaught.
-Non costano molto, come hai detto. Anzi, è anche meglio.-
-Ah, sì.-
-Sì. Sono in offerta e prendendone dieci paghiamo solo 5 shanix.-
-Ho detto pochi, Swindle, non meno costosi.-
-Quindi se prendiamo uno solo che costa tanto va bene?-
-Non ho detto questo!-
-Mh. Non hanno torto.-
-Onslaught!-
-Li conosci. Dovevi specificare quante scatole dovevano prendere.- Onslaught diede una pacca a una fusoliera di Blast Off, poi si voltò verso gli altri tre. -Scegliete. O quei pacchetti dei stessi dolci, o un solo pacco grande con vari dolci.-
-SÌ!- -Per me va bene.- -No!-
Quattro paia di occhi si abbassarono a guardare Vortex, che stava stringendo a sé le nove confezioni.
-Avete detto che li potevo prendere!-
Brawl e Swindle si scambiarono un’occhiata; il mechling giallo poi abbassò lo sguardo sulle scatole che aveva in mano, mentre Brawl rise leggermente.
-Sì, è vero, ma vedi…Ne possiamo avere di più se facciamo come ha detto Onslaught…-
Brawl voltò la testa, non riuscendo a guardare quel visore.
“Come si può dire di no a questo mechling? Che accidenti pretendi, Ons?!”
Onslaught si accovacciò di fronte il più giovane e prese in mano una scatola di cubi gelatinosi.
-So che vuoi questi dolci, ma non puoi prendere tutti quei pacchetti.-
Vortex in risposta mise il broncio e voltò la testa, cinguettando infastidito quando Onslaught gli mise entrambe le mani sulle sue spalle così da farsi guardare. Il mechling alzò lo sguardo, ma strinse la presa sulle confezioni.
-…Quante?-
-Due. E poi, avrai dei dolci nuovi da assaggiare.-
Vortex guardò le scatole per alcuni secondi, poi annuì al fratello e il mech verde e blu prese due confezioni. Si alzò e fece un cenno al mechling con la testa.
-Rimetti quelle sul loro scaffale, ti aspettiamo qui.-
Vortex annuì e cinguettò, per poi correre dietro a degli espositori. Onslaught spostò l’attenzione sugli altri tre e scosse la testa, esasperato, nel sentirli discutere.
-Allora, questa scatola?-
-La scelgo io.-
-Che?!Perchè?!-
-Perché conoscendovi prendereste la più grande.-
-E allora? Quelle con più dolci sono anche le più grandi. E poi, hai voluto portarci tu qui.-
-E non so perché l’ho fatto.-
Detto quello Blast Off si diresse verso un altro punto della stanza, ignorando gli sghignazzi degli altri due transformer.

 

Quando uscirono dal negozio con la loro spesa, si trovarono di fronte una folla di transformer: un ingorgo si era formato sulla strada di fronte in negozio. Da quanto potevano vedere, almeno Onslaught, Blast Off e Brawl, al di sopra di vari transformer sul marciapiede, la fila si perdeva a vista d’occhio. Notando Vortex avvinghiarsi alla sua gamba, Onslaught si chinò per prenderlo in braccio.
-E tutti questi? È l’ora di punta?-
-No, ma sono giorni che si formano queste folle.-
Blast Off rispose a Brawl senza voltarsi, gli occhi fissi sulla moltitudine di transformer. Incrociò il visore di Onslaught ed entrambi annuirono.
-Allora, dove si va adesso?-
-A casa.-
-Ah, allora prima eravate seri…-
Swindle sospirò, ma si trattenne dal dire altro quando Onslaught si voltò a guardarlo; Vortex borbottò qualcosa e si appoggiò sulla spalla del fratello, facendo ruotare le pale dietro di lui.
-Vortex, finiscila. O dopo non avrai nessun dolce.-
In risposta il piccolo volante nascose il viso nelle braccia incrociate e dopo alcuni secondi smise di far ruotare le pale.
-Uffa…-
Onslaught picchiettò delicatamente una mano sul suo ginocchio e di riflesso il mechling alzò la testa, rifiutandosi di guardare il fratello, e mugugnò qualcosa.
-Vortex.-
-Scusa…-
Onslaught iniziò a ronzare leggermente e, quando sentì Vortex strofinare la testa sulla sua spalla, accarezzò con una mano la testa del fratello.
-Va bene.-
Voltò la testa quel tanto per vedere che gli altri li stavano seguendo; incrociò lo sguardo con il visore di Brawl, ma il mech verde, appena si accorse che lo stava guardando, distolse lo sguardo. Accanto a lui Swindle, avendo osservato la scena, lanciò un’occhiata curiosa a Blast Off, ma il volante sospirò, scosse in risposta la testa e si spostò leggermente, superando il mechling, per avvicinandosi a Brawl. Li sussurrò qualcosa e poi si riavvicinò a Swindle.
I cinque non impiegarono molto per ritornare alla stazione. Per il resto del viaggio di ritorno gli unici a parlare erano Onslaught e Vortex. Brawl era occupato a evitare lo sguardo del fratello, anche se iniziava a sentire una famigliare irritazione, che stava lentamente diventando palpabile come quella di Swindle. L’unico motivo per cui si frenava dall’urlare al mechling di smetterla era che Blast Off, ogni volta che i cingoli di Brawl iniziavano a ruotare in fastidio, gli picchiettava un tassello, ignorando i ringhi infastiditi dell’altro. Dopo all’incirca un’ora ritornarono nel loro quartiere. Appena entrati Brawl si buttò sul divano, sotto lo sguardo di disapprovazione di Blast Off, mentre Onslaught, lasciando che Vortex volasse su una sedia, si diresse verso la cucina. Swindle invece si appoggiò al tavolo, entrando in una piccola lotta di dita con Vortex.
-Mettete i dolci sullo scaffale, mentre io preparo il pranzo. Tutte le scatole, chiaro?-
Ricevendo un coro di sì, un paio scocciati, Onslaught aprì il dispenser e prese diversi contenitori, soffermandosi di fronte lo scafale con gli additivi. Brawl guardò svogliato Swindle aiutare Blast Off a sistemare la loro spesa, e dopo un po' sbuffò.
-Ugh, ho proprio bisogno di un energon d’altro grado.-
-È meglio sia un modo di dire e non significhi che tu abbia bevuto energon d’alto grado da solo.-
Brawl alzò la testa e puntò gli occhi su Onslaught; anche se il mech non si era girato, l’irritazione era ben riconoscibile.
-Beh, non da solo.-
Quello fece voltare leggermente la testa al maggiore dei fratelli. E Brawl frenò un piagnucolio e i suoi cingoli.
-Allora noi due parliamo più tardi.-
-Rimproveri a parte, tra quanto è pronto?-
-Fra circa trenta klik.-
-Ok iihh!-
Swindle guaì leggermente e saltò di lato, evitando il braccio che Brawl aveva allungato per dargli uno scappellotto, e si avvicinò a Blast Off.
-Swin Swin, giochiamo?-
Swindle guardò il mechling, in piedi sulla sedia accanto a lui, e alzò una spalla.
-Perché no. Ti faccio vedere un gioco nuovo che ho preso per il datapad.-
Il mechling giallo si diresse verso la propria stanza seguito da un volante Vortex, lasciando i tre soli nella stanza. Blast Off si avvicinò al divano e alzò con una mano le gambe di Brawl, come se non pesassero, per sedersi e mettendo poi le gambe del fratello sulle sue. Brawl sbirciò con la cosa dell’occhio il fratello, e sbuffò divertito: Blast Off non era cambiato molto da quando erano piccoli, altezzoso come quando l’aveva conosciuto. Ma era stato lui a insistere che Brawl andasse a vivere con loro, ed era stato proprio lui il primo che, dal suo arrivo a Kaon, gli aveva mostrato dell’affetto. E dopo quarantanove vorn, Blast Off mostrava ancora quel suo certo riserbo, come se avesse paura di esprimere affetto. Il che era in contraddizione con le sue azioni. E anche quando erano piccoli Blast Off era molto protettivo. Brawl riportò la testa sulle braccia incrociate, inclinandola per vedere l’olovisore accesso dal volante. Dopo un po' sentì una mano iniziare ad accarezzargli in modo confortante la torretta e la schiena, e si accorse in quel momento di quanto i suoi pistoni fossero in tensione.
“Ora che ci penso, ma non fa spesso questi massaggi a Swindle e Vortex…ugh, non sono più un mechling…Stupido Blast Off, perché devi essere così comodo?!-
Si frenò dall’urlare, solo per non far smettere qui massaggi. Guardò svogliato l’olovisore, quando un pensiero gli venne in mente e alzò di colpo la testa.
-Lo dobbiamo dire agli altri?-
Blast Off interruppe il massaggio e i suoi audi catturarono un famigliare rumore di cingoli. Il volante sospirò e batté una mano sulla torretta.
-Sai anche tu che Swindle sospetta già di qualcosa. E ci serve il suo aiuto se vogliamo che Vortex non scopra nulla.-
-Non che l’idea che Swindle lo sappia mi piaccia…-
Il volante picchiettò con due dita la torretta del fratello e fece per parlare, quando la voce di Onslaught lo anticipò.
-Sono d’accordo con Blast Off. Preferisco che tu gli parli ora piuttosto che rischiare lo scopra da solo.-
-Ok…Ma ora ora?-
-Quando ti senti pronto.-
Brawl appoggiò il mento su un pugno e guardò fuori dalla finestra. Sapeva che doveva raccontare a Swindle di quel messaggio, ma non voleva essere lui a dirglielo. Cosa poteva dirgli? Brawl non era solito tirarsi indietro davanti a qualcosa, ma in quel momento voleva nascondersi. E non gli piaceva che voleva farlo. Eppure, il solo pensiero di dover parlare a Swindle di perché si stesse comportando in quel modo, e di quel messaggio, lo immobilizzava. E poi, non voleva essere lui a vedere l’espressione del mechling quando avrebbe scoperto che poteva tornare a Kalis. Sentì la famigliare sensazione di rabbia aumentare dentro di lui; ma un altro pensiero si unì agli altri: e se Vortex li sentiva? Solo immaginare una reazione del piccolo mechling lo atterriva. Brawl iniziò a sentire una famigliare sensazione agli occhi e ringhiò. Anche se non voleva, doveva parlare con Swindle.
“Sì, come se lo farei…”
-Vuoi che lo scopra da solo?-
Brawl si immobilizzò nel sentire la voce di Blast Off, sorpreso di aver parlato ad alta voce. Si chiese cos’altro avesse detto mentre era sovrappensiero, ma accortosi che Blast Off non aveva aggiunto altro, provò a tralasciare la sua svista.
“Bravo Brawl, ora pensano che tu sia un codardo! Uhh…Forse lo sono? Non voglio che Swindle lo sappia, ma Ons e Blast Off hanno ragione…”
-Argh!-
Si portò le mani sulla testa e incrociò le dita, nascondendo il viso nel divano. Sentì uno dei suoi fratelli sospirare e non riuscì a frenare i suoi cingoli dallo stridere, muoversi all’indietro e poi irrigidirsi. Nella sua mente pensava solo alla parola codardo: stava letteralmente evitando di parlare con un mechling perché aveva paura. Era una cosa che lo faceva infuriare, e allo stesso tempo lo amareggiava. Assorto nei suoi pensieri sobbalzò quando sentì una mano posarsi sulla sua testa. Riportò le braccia sul divano e alzò la testa. Occhi gialli incontrarono i suoi arancioni e Brawl pensò con una nota amara che se doveva tornare a Kalis, si sarebbe dovuto allontanare dai suoi fratelli. Da quel senso di conforto che Onslaught e Blast Off gli davano e che non ricordava di aver mai avuto. Da Swindle e Vortex, che lo facevano arrabbiare ma di cui, allo stesso tempo, si sentiva protettivo. Aprì la bocca ma nessuna parola uscì fuori e poi, prima che potesse rendersi conto, delle braccia robuste lo presero da sotto le sue e lo portarono con un leggero clang vicino un petto. Brawl alzò la testa, gli occhi illuminati in una domanda perplessa, ma Blast Off non spiegò il motivo di quel abbraccio, e non disse niente nemmeno quando iniziò a massaggiare la torretta, allentando alcune parti rigide. Ma il suo volto era corrucciato in una smorfia. La mano, che scoprì essere di Onslaught, era ancora sulla sua testa, e quando il mech lo chiamò con quella voce confortante, Brawl si sentì di nuovo un mechling, quando Blast Off lo aveva portato con lui da Onslaught, rifiutandosi di lasciarlo da solo. Anche quella posizione, non era la stessa di quando si era reso conto che poteva stare con loro? Quella volta non riusciva a smettere di piangere e di stringere Blast Off. In quel momento però si rifiutava di piangere davanti ai due e tenne lo sguardo di Onslaught.
-Non sarai da solo, sia io che Blast Off staremo con te quando vorrai parlargli di questa faccenda. Ma prima glielo dici, prima posso chiamare l’ufficio a Kalis e prenotare un treno.-
Brawl annuì e per alcuni secondi i tre fratelli stettero in silenzio. Dopo un po' Onslaught diede un buffetto alla testa di Brawl e si alzò da dove si era accovacciato, voltandosi e dirigendosi alla cucina, per continuare a preparare la loro cena.
Del canto suo Blast Off non disse niente, allentò solo l’abbraccio, lasciando che il mech tornasse a sedere sul divano.

 

La tensione che era si era formata quando erano ritornati, scomparve una volta seduti al tavolo. Tuttavia, da quando Swindle era uscito dalla sua stanza, Brawl stava evitando il suo sguardo, e se il mechling continuava a fissarlo con quegli occhi indagatori, non si sarebbe frenato. Una semplice pacca sulla spalla, quel tanto per farlo scivolare dalla sedia. L’avrebbe fatto, se non era per le continue occhiatacce che Onslaught gli lanciava ogni volta che alzava una mano. Sbuffando dopo che, per l’ennesima volta, Onslaught l’aveva fermato, Brawl prese un sorso dal cubo che il fratello gli aveva passato e rimase sorpreso dal gusto di zolfo che sentì. Inghiottì il sorso, proprio quando gli sfuggì una risata nel vedere, seduto di fronte a lui, Vortex storcere la bocca. Il mehcling abbassò lentamente le mani e poggiò il cubo sul tavolo. Continuò a guardare l’energon all’interno, un’espressione tra il disgusto e la perplessità sul viso, e Brawl si morse il labbro, trattenendo una risata. Dopo alcuni secondi Vortex alzò la testa e si voltò a guardare Onslaught. Dalla sua bocca uscì un basso e perplesso -Perché.-. Nel sentire quella parola detta come se Onslaught l’avesse offeso appositamente, entrambi Brawl e Swindle non riuscirono a trattenersi. Anche Blast Off si lasciò sfuggire un risolino, coprendosi la bocca con una mano, e le risate aumentarono quando Vortex si voltò a guardarli, ancora con quella espressione disgustata, con occhi perplessi. Onslaught sospirò e scosse la testa. Ignorando i tre, prese dalle mani del piccolo mechling il cubo, portandolo alla bocca del fratello. Vortex scosse la testa e si allontanò leggermente, guardando con repulsione il piccolo cubo.
-Ha un gusto strano?-
-Ugh, sì! Cos’è?!--
-Zolfo. So che è aspro, ma il segreto è berlo in piccoli sorsi.-
Vortex lo guardò scettico e incrociò le braccia.
-No, grazie. Te lo lascio volentieri.-
Il mechling lanciò un’occhiata scocciata agli altri tre, ancora impegnati a ridere, e le sue pale iniziarono a tremare. Onslaught, senza voltarsi verso gli altri, incitò di nuovo Vortex a prendere il cubo.
-Non sentirli. Hanno fatto così anche loro quando hanno assaggiato per la prima volta energon allo zolfo.-
-…Se non la smettono, posso avere i loro dolci?-
Il mechling indicò la confezione sigillata di bastoncini che Onslaught aveva messo al centro del tavolo.
-Finisci il tuo cubo, poi ne parliamo.-
Swindle si drizzò sulla sedia, il corpo ancora percorso dalle risate, e schioccò le dita.
-Tex, quando ti abitui non è male. Anzi, sai che ti dico? Se ne bevi un altro po', anche del mio per esempio, ti do un po' dei miei dolci.-
-…Continua.-
-Swindle.-
-Eh, ti ho insegnato bene. Ti lascio giocare anche con il mio datapad.-
-Swindle, finiscila.-
-Cosa? Non sto facendo-
-No, grazie.-
Quattro paia di occhi si spostarono su Vortex, che, ignorando i loro sguardi, prese esitante il cubo e bevve un sorso chiudendo gli occhi. Si lasciò sfuggire un verso di ribrezzo e un tremolio. Quando riaprì gli occhi, rimise il cubo sul tavolo.
-Com’era?-
-…Buono…Ma non mi piace.-
-Continua a berlo come ti ho detto. E poi-
Onslaught accennò con la testa il mechling giallo, seduto di fronte a loro.
-Swindle ti darà un po' dei suoi dolci.-
-Ehi! Perché i miei?!-
-Perché hai provato a far bere a Vortex il tuo energon.-
-Oh, ma dai. Era uno scambio equo. E poi deve imparare a bere energon di più gusti. L’hai detto tu di non viziarlo.-
-In effetti è vero. Però, voi due non capite niente. È aspro al punto giusto.-
-Solo a te piace, Brawl.-
-Stai zitto, Swindle.-
Onslaught picchiettò un dito sul tavolo, e quando i due si voltarono verso di lui, puntò gli occhi in quelli viola di Swindle, il quale sbuffò esasperato.
-Perché allora non quelli di Blast Off? Tanto a lui non piacciono. E in questo caso è lui a non capire niente.-
-Per due motivi: uno, io non gli ho offerto in cambio qualche breem con il mio datapad. E due: non coinvolgermi nella vostra conversazione scialba.-
-…Ed è per questo, Tex, che devi prendere i suoi dolci.-
-Non coinvolgermi.-
-…-
Swindle grugnì sbalordito e scocciato, ignorando le risate di Brawl e le parole di approvazione che Blast Off stava dando a Vortex; Onslaught scosse la testa e schioccò due dita sul braccio del mechling giallo, facendolo sbuffare.
Brawl osservò la scena in silenzio e abbassò lo sguardo sul suo cubo. Fece lentamente ruotare l’energon al suo interno e lo portò alla bocca, prendendone un sorso. Si rilassò nella sedia, assaporando il suo gusto preferito. Pensandoci, perché doveva preoccuparsi di doversene andare da Kaon? I suoi fratelli gli volevano bene, e conoscendoli, non avrebbero mai permesso a un errore della burocrazia di dividerli. Scuotendo via quei pensieri, tornò a guardare gli altri. Blast Off stava parlando con Onslaught e Vortex. Vedendo che il volante era distratto, Brawl si sporse in avanti, una mano protesa sulla confezione di bastoncini al centro del tavolo, proprio davanti a Blast Off. Stava per sfiorarla, quando una mano gli bloccò la sua e i suoi occhi incrociarono un paio viola. Brawl sorrise nel vedere una domanda di sfida e alzò l’altro braccio. Con la coda dell’occhio vide Swindle allungare un braccio sul tavolo e il sorriso si trasformò in un sogghigno. Contò mentalmente e al tre balzarono in avanti. Solo per scontrarsi con un guaito. Alzarono lo sguardo e videro la confezione stretta nella mano del maggiore dei cinque. Onslaught li guardò con aria severa, mentre accanto a lui Vortex stava ridacchiando con le mani portate davanti la bocca.
-Nemmeno Vortex si comporta così. Ed è il più piccolo.- Si voltò verso il mechling. -Vortex, stasera prendiamo le parti di questi tre.-
-EHI! MA NON È GIUSTO!-
-E poi dici a noi di non viziarlo?!-
-Devo ricordarti che non sono un mechling e queste punizioni non hanno senso con me?-
-Lo dico io se è giusto o no. E no, non lo sto viziando. Blast Off, ti stavi comportando come tale nemmeno un breem fa. E inoltre, lo sei rispetto a me.-
-Quello o questi due avrebbero lottato per quei bastoncini. O Swindle li avrebbe venduti a Brawl.-
-Davvero, Blast Off?-
Blast Off mosse una mano in un gesto vago come risposta alle parole di Swindle e continuò:
-E poi, abbiamo solo diciannove vorn di differenza.-
-Scusa Blast Offy, ma diciannove vorn sono tanti.-
-Nessuno te lo ha chiesto, Brawl.-
-Allora di che ti lamenti?! Io e te abbiamo ventuno vorn di differenza e mi tratti sempre da mechling!-
-…Tu sei un mechling.-
-Bhè, anche tu lo sei!-
-Blast Off, Brawl, siete entrambi in punizione.-
-MA HA INIZIATO LUI!- -Che c’entro adesso io?!-
-Shush. Siete entrambi dei mechling. Ora finite il vostro energon e poi a nanna.-
Blast Off e Brawl si guardarono sconcertati in faccia, mentre Swindle stava battendo un pugno sul tavolo, volto sulla superficie, e il corpo percorso dalle risate. Vortex invece, ignorando la scena, riprese a bere il suo energon. Per alcuni minuti Brawl provò a convincere Onslaught a toglierli la punizione. Quando Blast Off gli colpì un piede, provò per entrambe le loro punizioni, ma Onslaught, al quinto tentativo, li fulminò entrambi con uno sguardo. Brawl sospirò e prese un sorso dal suo cubo. Si scambiò un’occhiata con Blast Off e sogghignò allo sguardo scocciato dell’altro. Voltò la testa e portò la sua attenzione sull’olovisore. Ma non stava guardando il programma. Ripensò di nuovo a quel documento, e all’incognita che quello aveva portato. Eppure, con sua sorpresa, non ne era infastidito, o per lo meno non come lo era quando aveva scoperto il significato. Sorrise da dietro il bordo di vetro: forse era per quel famigliare calore proveniente dagli altri quattro transfomer. Non si era mai soffermato a pensarci, ma amava quella sensazione.