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La mia Papessa

Work Text:

(Julian a Nadia)

 

Di tutti i miei demoni sei il più dolce,

la colonna di fuoco nella notte

che m’infiamma il cervello come un’orgia.

Sei una torre scolpita nella luna,

danzan le nubi intorno alla tua cima.

Com’è terribile la tua pazienza,

il tuo fianco sicuro come un lido

accanto al mare a cui rivolgo gli occhi,

come Dante naufrago ai piè del monte… [1]

(quanto amore si trova,

scavando sotto l’inferno?)

Je veux m’anéantir dans ta gorge profonde

Et trouver sur ton sein la fraîcheur des tombeaux ! [2]

Tu sei la mia anima : sii la mia morte.

Nel buio della tua pelle, c’è luce

come ad una festa di rosse stelle:

posso danzar con ognuna di quelle,

all’acqua e all’aria è uso il mio piede.

Permettimi tu d’infondermi intero

nella laguna ferma del tuo cuore:

qui, cantano sirene senza inganno

e il naufragar mi salva in questo mare. [3]

 

 

[1] Cfr. Inf. I, vv. 22-27 e Purg. I, vv. 1 ss.

[2] Citazione da: Charles Baudelaire, Femmes Damnées - Delphine et Hippolyte (Les Épaves, III, vv. 83-84).

[3] Chiara eco dell’Infinito leopardiano.